Lo Statuto: una visione del Mondo

Statuto_DdC

Cos’è uno Statuto?

Un atto formale, quindi burocrazia. Non solo.

Un atto amministrativo è il corpo di un’idea, il patto che lega persone diverse a un obiettivo comune condividendo la filosofia espressa da queste pagine. Una visione del mondo e una pratica da attuare nello spirito del volontariato. Un modo di esserci, come abitanti del pianeta, e di fare Cultura.

L’8 ottobre 2017 Donne di carta ha compiuto 9 anni. Accidenti quanto è cresciuta!
Quella mattina del 2008, quando dovevamo firmare l’Atto costitutivo, eravamo agitate, con la fotocopia delle carte d’identità in mano e la risata nervosa di chi un po’ è felice, anzi ebbra, e un po’ è impaurita, no, terrorizzata.

Il Nome lo inventò Rosanna dopo diverse combinazioni a vanvera.
La casa fu da subito la libreria di Stefania, Libermente.
E sul tavolino della libreria, Rosanna, Stefania, me e Monica, ci scolavamo litri di caffè dalla macchinetta Lavazza sognando ad alta voce le  future imprese.
Da qualche parte conservo ancora i fogli con gli appunti sui progetti seri, sulle idee-cazzeggio. E tutti rigorosamente macchiati di caffè.

Ci siamo divertite a inventare quest’avventura. Molto.
Ma nessuna di noi avrebbe mai immaginato la sua durata, l’intensità.

Ora questo Statuto è la testimonianza di un viaggio collettivo: non è quello che inventarono le quattro Madri nel 2008, no. Porta una data, 31 dicembre 2011, che segna un evento importante: è lo Statuto riscritto collettivamente dai soci di Donne di carta. Città diverse, persone diverse. Donne di carta era di fatto “nazionale”.

Parti intere riscritte, inventate, aggiunte. Tasselli di una visione che diventava con l’esperienza sempre più lucida e più chiara. Ma anche sogni ancora da realizzare. C’è tempo.

Voglio condividere un complimento che una signora, conosciuta a Napoli, durante un incontro di formazione sull’educazione della voce alla lettura, ha rivolto al nostro Statuto: – avete ben distinto e dettagliato le Finalità (Scopi) dalle Attività, c’è tutto un mondo dietro…

Sì, c’è un Mondo, in cui le attività immaginate: l’accademia della lettura, le persone libro, i corsi e i laboratori, gli studi, i prodotti… costruiscono il senso ossia indicano le strade possibili per restituire alla persona che legge la libertà di scelta e la consapevolezza che la lettura sia uno strumento di crescita personale e collettiva e soprattutto un diritto.

C’è un Mondo in cui se la Cultura è più discorsi, incroci, ponti, relazioni, “fare rete” è l’unico modo possibile per r-esistere.

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