Fantastica

-Manca un microfono!… –hai portato il leggio?ehi signore, scusi! ma lei ha la tessera? – E lei?! ma dove crede di andare?! ha prenotato?… Il Coro Doremilady intona:

e tu roma mia senza nostalgia
segui la modernità
fai la progressista
l’universalista
dici okay i love thank you ja ja

Antonella alza e abbassa il leggio; Luca fa le prove luci; al desk sono in quattro con i capelli dritti in testa ad accogliere la gente che arriva in anticipo preoccupata di non riuscire a vedere la necropoli: – ma c’è posto per tutti, non si preoccupi! siete solo tanti e quindi faremo due turni!  – ma io non voglio far parte del secondo perché poi la guida andrà di corsa!!! protesta una signora nel foyer, ma la signora non sa che Maria Rosaria Ambrogio, l’archeologa-guida, è esistenzialmente agli antipodi di tutto ciò che “va di fretta”.

E come sempre accade, dopo la tempesta arriva la quiete. Il primo gruppo dei visitatori supera il cordone rosso; arriva tranquilla la voce narrante di Maria Rosaria e arriva anche il silenzio intorno di chi ascolta rapito; il secondo gruppo si sposta nel ristorante affianco a mangiare, a bere, a ingannare l’attesa. Dietro il bancone conteggiano i soci entrati, raccolgono in ordine alfabetico i moduli, preparano le spille che saranno date in dono.

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Io fumo, anche se ho smesso di fumare. Mi godo l’attimo (l’ultimo) dell’inedia, poi orologio alla mano andrò lì dentro a fare smorfie discrete (forse) a Maria Rosaria per ricordarle che non ha tutto il tempo del mondo per raccontare la bellezza commovente di questa necropoli.

Gli “attori e le attrici” dell’associazione L’Altra P… Arte sono scomparsi: il ritiro dovuto a chi sarà protagonista della serata; anche il coro, tutto femminile, si è dileguato da qualche parte. Che pace.

Il foyer del Drugstore Gallery

Il foyer del Drugstore Gallery

La necropoli è in ombra, le luci sceneggiano mobili le tombe, il reticolo murario, la massa tufacea, le vetrine con i reperti. Nessuno fiata. La gente composta, assorta, assorbita dalla narrazione di una città dei morti che rivive d’incanto.

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Dettagli del Drugstore Gallery

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La Roma che non c’è più, più vecchia di quella vecchia Roma a cui la serata sarà dedicata: dal 1948 (Ladri di biciclette) ai mitici anni Sessanta della Dolce Vita felliniana, di via veneto, del divismo e dell’intellighenzia artistica romana passando attraverso le borgate e i borghetti, la fatiscenza e il disagio della poesia pasoliniana.

Primo gruppo (qualcuno lascia un commento sul quaderno aperto sul bancone), secondo gruppo. Ormai il silenzio è commozione diffusa.

Si inizia.

Locandina

Locandina

Luca, il regista, fa un cenno. Partono le luci, il primo coro:

Vecchia Roma
sotto la luna
nun canti più
li stornelli,
le serenate de gioventù.

Er progresso
t’ha fatta grande
ma sta città,
nun è quella
‘ndo se viveva tant’anni fa…

E in sequenza perfetta si avvicendano le narrazioni: il punto di vista cinematografico raccontato da una splendida Valentina Innocenti, tutta ritmo e intensità; la visuale storico-sociale artistica dal timbro profondo e colto di Stefano Marcelli; l’angolo letterario, struggente e partecipato, di un Dario Pontuale con la sciarpa al collo e i passi letti a commento da Antonella Costa. Garbata e nostalgica, a punteggiatura, la melodia del coro.

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Valentina Innocenti

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Stefano Marcelli

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Antonella Costa

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Dario Pontuale

Il Coro Doremilady

Il Coro Doremilady

Ed è davvero fantastica la Roma che emerge stasera: nota e inedita, segreta e mondana. Strafottente e pagana nel suo misticismo irriverente. Documenti che strappano una risata, il mitico Totò de I soliti ignoti; altri che stupiscono per l’analogia drammatica con i fatti odierni: la scelleratezza quotidiana delle periferie; o pungono l’anima di chi quei volti o quelle parole le ricorda come fosse ieri.

Scommessa riuscita? fare rete con chi è simile a noi per timbro narrativo del Sapere, perché non servono toni declamatori o ipse dixit famosi per far circolare conoscenza; fare rete per amore di certezza che la Cultura sia questa condivisione di una lettura del mondo, possibilmente a più voci e più punti di vista, meglio se raccontata come una storia quotidiana dove ciò che era ieri si intreccia con ciò che c’è oggi e si trasforma in una relazione possibile qui, ora, perché dopo, quando uscirai, ti porterai via qualcosa magari sul bar Rosati o su via Margutta, e ti sembrerà di conoscerla meglio questa città abitata da cento ladri che si chiamano tutti Mario…

Primo Atto di NarrAzioni. Aperto alla grande con i protagonisti dell’Associazione L’Altra P… Arte e il Coro Doremilady: bravi/e. All’ombra protettiva e augurale del MiBACT e della Soprintendenza. E infinitamente grazie alla cura delle socie di Donne di carta: archeologa e “desk scapigliato” inclusi.

Scommessa riuscita? qualcuno ci ha regalato un lungo commento/recensione, che potrete leggere qui sotto, ma l’opinione più vicina all’obiettivo che ci stiamo ponendo l’ha espressa una donna sulla mia pagina Facebook:

Ho imparato anche senza leggere. Bravi tutti.

Ciao Emilio, a domenica 24… 

Emilio, il nostro custode

Emilio, il nostro custode

 

 

Dal neorealismo alla dolce vita

Un omaggio alla storia recente di una città meravigliosa, una dichiarazione d’amore senza pari, ecco cos’è stato per me lo spettacolo a cui ho assistito ieri, nel polo museale di Via Portuense 137, portato in scena dall’associazione “L’Altra P…arte”, in collaborazione con l’associazione “Donne di Carta”, il Coro “Doremilady” e la “Novadelphi Libri”.
La serata è iniziata con una visita agli scavi, altrimenti non visibili, che hanno portato alla luce preziosi reperti della Roma antica. Un luogo magico e pieno di suggestioni, stranamente sopravvissuto alle colate di cemento, che merita, senza ombra di dubbio, di essere annoverato tra i musei degni di essere visitati.
Grazie all’Associazione “Donne di carta”, per averci permesso di entrare in quel luogo prezioso.

Dopo la visita inizia lo spettacolo. L’avevo già visto in teatro, ma in quel posto acquista una valenza diversa. Quindi la sigla, tanto per entrare nello spirito della serata, “Vecchia Roma” cantata dal coro Doremilady. Da lì siamo partiti per un viaggio che ha esplorato la nostra storia recente, dal ’46 al ’60, attraverso filmati, immagini, frammenti di film, letture, racconti storici e altre canzoni.
Dalla voce di Valentina Innocenti, abbiamo ascoltato la versione di De Sica, di Monicelli e di Fellini, che pur essendo a rischio censura, pur confrontandosi con un’Italia bigotta e perbenista, hanno descritto verità ben lontane da quelle delle copertine delle riviste.
Gli interventi di Dario Pontuale hanno fotografato la produzione letteraria dell’epoca attraverso autori come Carlo Levi, Pier Paolo Pasolini e Ennio Flaiano, romani di adozione, che hanno avuto la capacità di riprodurre i moti e le sensazioni che solo la grande letteratura può ritrarre.

Stefano Marcelli ci ha invece guidati in un percorso artistico che, con forme e colori immersi nell’astrattismo, disubbidiva (e ancora disubbidisce) a ogni regola mentre la prepotenza del figurativo si faceva sempre più pressante, anche per i voleri della classe dirigente.
Antonella Costa ci ha accompagnati nelle letture mentre Luca Scaramuzzo ha curato la regia, facendo di questo spettacolo un variegato percorso nel labirinto di quello che noi, uomini dalla corta memoria, diamo per scontato.
Così scopriamo la nostra storia recente farsi avanti nel contrapporsi continuo di ipocrisia di comodo e di coraggio irriverente. Le regole esistono, ma non sono quelle che detta il “potere”, per scoprirle basta osare, ne troveremo sempre di nuove. Questo sembra che sia il messaggio dei nostri artisti. Scopriamo, quindi, che la verità non è quella che raccontavano i giornali o i libri dell’epoca, ma quella che si è fatta prepotentemente strada nel cinema, nella letteratura, nell’arte visiva, nel coraggio di chi ha saputo difendere la dignità delle disgrazie e il valore della vita semplice.

Fortunatamente la storia ha reso giustizia ad artisti come Burri e Rotella, De Sica e Pasolini, Flaiano e Fellini, e come loro tanti altri artisti che hanno osato varcare la soglia della correttezza per esplorare nuove strade. Se oggi noi ci conosciamo meglio, lo dobbiamo anche ai registi, agli scrittori, ai poeti, ai pittori, agli artisti in generale, che ci dimostrano quanto l’arte e la creatività abbiano un ruolo importante nella nostra vita. Il loro esempio ci serva da monito, loro non si sono piegati alla censura o ai voleri di produttori, galleristi o editori danarosi. Loro, dando vita a un fermento di idee e di creatività ineguagliabile, sono andati incontro al rischio del fallimento perché credevano nelle loro idee e le hanno difese fino alla morte. Il risultato? Le loro opere sono immortali e raccontano la nostra storia recente meglio di qualsiasi testo.

Insomma, ieri abbiamo assistito a uno spettacolo bellissimo, denso di significati, e importante per chi ama Roma e crede che, anche grazie alla sua storia, abbia ancora molto di dare all’umanità.
Claudio Fiorentini

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NarrAzioni: un progetto sostenibile

Al valore della comunicazione, all’importanza dell’oralità che restituisce parità e uguale considerazione per chi parla e per chi ascolta, alla straordinaria varietà che caratterizza ogni scelta di espressione e di comunicazione, è dedicata l’ Impresa del 2016:

http://www.produzionidalbasso.com/projects/10339/widget

Requisiti minimi

  • Prenotarsi (obbligo dovuto ai posti limitati): info@donnedicarta.org – cell:+39.348.090.1730
  • Associarsi a Donne di carta (obbligo dovuto alla natura non profit della nostra associazione): vai alla pagina sul sito Donne di carta
  • Fare una donazione come formula di sostegno [sulla piattaforma Produzionidalbasso]. Grazie!

 

Documentazione da leggere

Programma-Calendario: In dettaglio su ogni evento, scarica!

CS_Narr.pdfIl Comunicato Stampa

 

CALENDARIO

NEOREALISMO (Non solo Reading) 7 aprile ore 19:30 [POSTI ESAURITI: Grazie!]
Un periodo straordinario nella storia di Roma: dalla Dolce vita a Ladri di Biciclette. Fotografie, filmati, letture e musiche. A cura dell’associazione L’Altra P…Arte.

SOSPIRO D’ANIMA (Teatro) 24 aprile ore 20:00 [POSTI LIMITATI!!!!!!]
Con Aida Talliente, l’intensità della vita e il valore dell’eredità di Rosa Cantoni, nome di battaglia “Giulia”, partigiana di Udine e protagonista della Resistenza.

KOGOI EDIZIONI (Ti presento un… libro) 5 maggio ore 19:30
Io leggo “Classico” ovvero la Collana Ex libris: quando chi scrive è il lettore. Con Sandra Giuliani, Dario Pontuale e le persone libro di Roma.

LE VOCI DI CASSANDRA (Teatro) 22 maggio ore 20:00
A grande richiesta la replica di “Cassandra” di Christa Wolf nell’adattamento di e con Ambra Viglione.

TI HO AMATA PER LA TUA VOCE (Performance con le persone libro di tutta Italia) 12 giugno ore 18:30 e ore 20:30
Maria Luisa Spaziani e Giovanna d’Arco, Margarethe Von Trotta e Ildegarda di Bingen, Gianna Nannini e Pia de’ Tolomei, Anna Banti e Artemisia Gentileschi: quattro in-vincibili legami chiamati “in voce” da quattro “stazioni archeologiche” del Polo Museale. Con le persone libro di tutte le città d’Italia.

AMATERASU VERSION (Teatro) 25 settembre ore 20:00
La leggenda della Dea del Sole in quindici differenti versioni, coinvolgendo lettrici e lettori di tutte le età: “Non esiste mai un solo modo per raccontare una storia”.

FRANCIS SCOTT FITZGERALD (Non solo Reading) 6 ottobre ore 19:30
Gli anni della crisi, quelli che sconvolsero l’America e ferirono l’Europa, raccontati da un grande scrittore americano che scelse Parigi senza mai dimenticare le origini. A cura dell’associazione L’Altra P…Arte.

AYSHA (Teatro) 23 ottobre ore 20:00
La storia vera di una ex-soldato ivoriana, un percorso di “teatro civile”. Con Aida Talliente: danza, parole, domande, canto.

HAIKU (Ti presento un… libro) 10 novembre ore 19:30
Viaggio nell’immaginario dei generi letterari: la Casa Editrice racconta “Fantasy e Fantascienza”. Con l’editore Valerio Carbone e ospiti a sorpresa.

NEL TUO CUORE C’È LA PIOGGIA (Ti presento… loro) 24 novembre ore 19:30
“I quadri narrano? Cosa fanno vedere le parole?” La visionarietà artistica di Maria Rosaria Stigliano, pittrice, e le parole poetiche di “Nina”, il romanzo di Marisa Fasanella. Un viaggio nella creatività fatto di confronti incrociati e “confessioni”. Con “loro”, Sandra Giuliani e le persone libro di Roma.

 

Dettagli del Drugstore

Drugstore Gallery via Portuense 317, Roma

 

COSA

Dieci eventi culturali, appuntamenti teatrali nell’ultima domenica del mese e presentazioni editoriali/narrative il primo giovedì del mese, nella cornice che da anni accoglie e restituisce, amplificando, gli eventi culturali di Donne di Carta a Roma: il Drugstore Gallery Portuense. Più che un museo: uno spazio aperto alla narrazione.

“NarrAzioni” è un’opportunità di tradurre concretamente la curiosità e l’esigenza di vivere e abitare un territorio, le sue possibilità di lettura fruendo degli spazi e del Tempo.
Anno dopo anno, il Drugstore Gallery Portuense amplia la propria recettività, accogliendo – per restituirli alla comunità come patrimonio condiviso – contesti storici e archeologici il cui valore primario è dato da un Passato Umano ri-scoperto, curato, destinato a perdurare: esattamente quel desiderio profondo – tutto umano – di lasciare tracce, segni, parole con cui ci si racconta e ci si affida alle generazioni future.

“NarrAzioni” fruisce dell’occasione data, dalla Soprintendenza Archeologica di Roma a Donne di Carta, nel poter agire e “muovere” una programmazione culturale che corrisponda alla valorizzazione di uno spazio-contenitore denso e ricco come il Drugstore Gallery Portuense.

Dieci appuntamenti, da Aprile a Novembre.
Dieci opportunità di lettura: dieci opportunità di relazione.

 

COME

Tutte le date e gli appuntamenti sono riservati ai Soci e alle Socie di Donne di Carta.
Una programmazione culturale, estesa lungo tutto il 2016, è una possibilità concreta sulla quale basare una campagna tesseramenti, la voce di entrata economica basilare per una non-profit come Donne di Carta.
Non sono previsti ingressi a pagamento nelle 10 date di “NarrAzioni”. Piuttosto, è prevista una mirata campagna di tesseramenti con i quali sostenere e condividere la filosofia culturale di Donne di Carta.

“Sostenere e condividere” significa consentire.
Consentire a Donne di Carta di realizzare concretamente attività culturali centrate sul valore della lettura come diritto dell’essere umano a formarsi e a mettersi in relazione con.
Significa consentire a Donne di Carta un respiro ampio e diversificato nelle proprie proposte culturali, e attraverso il fare rete avvalersi della collaborazione di competenze operanti nei vari ambiti dei Beni Culturali.
Selezionando i soggetti coinvolti per la capacità e la cura nel rielaborare conoscenze e contenuti, riconoscendo valore alle competenze e ai saperi (punti di vista sul mondo perché non esiste mai un solo modo di raccontare una storia), l’Associazione Donne di Carta riconosce verso i soggetti non-soci coinvolti nella programmazione l’impegno etico nel corrispondere le competenze di ciascuna professione: artisti/e, registi/e, musicisti/e, attori/attrici, critici/che letterari/e, storici/che…
Competenze proposte dall’Associazione Donne di Carta che sono un’opportunità di crescita personale e collettiva. Lo stesso valore formativo che può avere un libro. Enciclopedie viaggianti.
Una circolarità e una mobilità di saperi e competenze dove la condivisione è il minimo denominatore comune, perché leggere sia – sempre e per tutte/i – una relazione.

Per tutto questo stiamo sperimentando anche la formula del crowfunding…

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… Permettici una parola su questa scelta: noi da sempre difendiamo la gratuità, convinte che l’economia del dono faccia bene alla Cultura, ma ci siamo accorte che spesso  viene percepita come assenza di lavoro, come non fatica, come un lusso di pochi. La gratuità in questo modo si trasforma in un disvalore.

Rendere accessibile a tutti/e un bene culturale è un’impresa che richiede competenza, tempo, energia. Produrre eventi che diano qualcosa alle persone implica serietà e cura. C’è dietro un lavoro, sempre.

Come soci di Donne di carta, il nostro lavoro fa parte del dono perché è una scelta volontaria ma l’impresa ha necessità: costano le trasferte, costano le professionalità, costano le attrezzature. Nella circolarità delle energie troviamo sempre partner che camminano sul sentiero del dono e questo ci permette di avere location fantastiche, collaborazioni impagabili. Ma un’impresa culturale per rendersi sostenibile ha bisogno di essere anche percepita come un tempo speso, con i suoi costi materiali e immateriali.

L’immateriale è gratuito, il materiale no.

E allora abbiamo scelto, per la prima volta, la formula della donazione: vuoi che tutto questo esista? fa parte dei tuoi desideri/bisogni? vuoi che le persone libro da tutta Italia vengano il 12 giugno con il loro carico di voci? vuoi che il Teatro e l’Editoria indipendente continuino a sperimentare tutti i discorsi possibili?

Se il tuo è un sì, sostienici. Perché ci permetti di restare LIBERE/I.

 

PERCHÉ e COSA

Due filoni proposti, suggeriti e alimentati da due componenti genetiche dell’Associazione Donne di Carta: la varietà dei linguaggi con cui leggere la realtà che ci circonda, e il fare rete.
Realizzare una cooperazione con tutti gli attori della comunicazione culturale: lettori, autori, editori, biblioteche, associazioni culturali, operatori e competenze dei Beni Culturali.

Nella varietà di linguaggi con cui leggere il mondo (nello spazio e nel tempo) il 2016 si apre anche al Teatro.
Leggere la realtà attraverso pagine e sguardi che prendono fiato, voce, corpo, oggetti.

 

Locandina- Teatro 24 aprile

Primo evento teatrale in programma

 

I quattro progetti teatrali selezionati e promossi dall’Associazione “Donne di Carta” rispondono alla valorizzazione della lettura

  • come strumento di apertura e confronto
  • come luogo di narrazione e partecipazione ad un patrimonio civile e sociale
  • come occasione per spostare il proprio sguardo verso un punto di vista altro.

“Non esiste mai un solo modo per raccontare una storia”

L’altro filone portante incontra gli obiettivi con cui l’Associazione Donne di Carta intende e propone un Evento Culturale.
Cinque date proposte: coinvolgendo scrittrici, artiste, case editrici indipendenti, associazioni culturali. E l’evento di Giugno, a metà calendario, realizzato da “Donne di Carta”.

 

Il Primo evento- Non solo Reading

Non solo Reading- a cura dell’Ass. L’Altra P…arte – Primo evento

 

Sei appuntamenti con cui Donne di Carta elabora o sostiene metodi e progettazioni culturali finalizzati a rendere accessibili tutti gli oggetti e i contesti di lettura, valorizzando la varietà e la specificità dei supporti, degli strumenti, dei canali e dei linguaggi espressivi utilizzati dagli Autori o presenti e caratterizzanti la realtà materica e materiale.

Porre come obiettivo l’accessibilità significa eliminare, nella proposta culturale, qualunque elemento di limitazione. Più precisamente: significa progettare eventi intendendo lo spazio e il tempo come aperti (che è diverso dal dire “fare un evento all’aperto”).
Uno spazio aperto che consenta, nella lettura, l’ampiezza e l’effettiva percorribilità intellegibile di un contesto culturale.
È sull’accessibilità che si verifica la validità di una politica culturale: rendere fruibili tutti gli oggetti di lettura ne valorizza presenza ed esistenza.

Acquisire la consapevolezza che l’intera realtà che ci circonda è a portata dei nostri strumenti di lettura significa che nessun libro scritto nelle Cose potrà rimanere chiuso.
Nessun oggetto di lettura (naturale e/o artificiale) potrà considerarsi deperibile, se oggetto d’interesse di generazioni di lettori passate, presenti e future.

Se è vero che chi partecipa degli eventi dell’Associazione Donne di Carta legge i libri scritti dalla o nella realtà delle Cose, è altrettanto vero che questi testi e ipertesti proposti nell’evento non possono non tener conto delle regole antiche della narrazione.
C’è una parola che sintetizza efficacemente gli intenti di una narrazione e della costruzione di un evento. E’ anche una premessa, un atteggiamento di fronte alle Cose, allo Spazio e al Tempo.
Questa parola è: cura.

 

“Chi legge si mette in gioco, tra immedesimazione e proiezione,
alimentando la naturalità del pensiero narrativo.
Chi legge abita più vite, più spazi e più tempi possibili
relativizzando il proprio essere “qui, ora”.
(Carta dei Diritti della lettura, p. 15)

 

 

Maria Rosaria (Roma)