E se… la Stampa

 l’articolo su La Stampa di Flavia Amabile  ci consegnò alla storia mediatica.

Raramente il giornalismo dimostra intelligenza e cura nella ricerca delle notizie culturali ma noi siamo state fortunate e chiunque si sia accostato al nostro progetto ha dimostrato un’attenzione speciale.

immagine dell'articolo su La Stampa

Titolo e occhielli

articolo di Flavia Amabile

articolo di Flavia Amabile

La Stampa lancia e Il Corriere risponde.

Articolo Corriere della Sera

Articolo Corriere della Sera- dicembre 2010

“La sfida di Donne di carta: leggere è scelta di libertà è il suggestivo titolo dell’articolo di Silvana Mazzocchi su la Repubblica (18 aprile 2011) che rende con chiarezza, nell’intervista alla presidente dell’Associazione, il doppio binario di promozione della lettura operato da Donne di carta come modello di cooperazione tra addetti al lavoro editoriale in difesa della biliodiversità e dalle persone libro come strumento militante di creazione, tramite l’oralità, della lettura come relazione sociale.

Anche la Rai Radio televisione Italiana ci scopre regalandoci due servizi a cui teniamo molto perché “in diretta”:

Persone libro a casa tua – TG1 Persone – le persone libro a domicilio

TG3 – Le donne libro sono tra noi – le persone libro in piazza sotto ogni tipo di cielo (piove!)

E sempre in diretta, anzi durante un evento in strada, l’Unità costruisce un’intervista speciale in cui le persone libro coinvolte possono “dire la loro” su questa avventura: è l’8 marzo del 2011, e le persone libro di Roma hanno invaso alcune stazioni della Metropolitana A e B.

Donne di carta per l’8 marzo

Il medesimo evento viene poi “narrato” anche fotograficamente all’interno della testata web di Vanity Fair.it da Ferdinando Cotugno.

A onor del vero, prima della televisione, la Radio ha dato diversi spazi al nostro Progetto e in particolare ringraziamo Maurizio Costanzo a cui si deve questa intervista radiofonica (Trasmissione L’Uomo della notte) montata, come banda audio, sulla Rassegna Stampa da Alessandra Maggi – 10.06.2010

preceduta da questa primissima Rassegna sugli inizi

articolo su Leggere tutti

 

L’ospitalità su questo Magazine ci ha permesso di essere virtualmente presenti al Salone del Libro di Torino nel 2010 dove l’anno seguente siamo invece intervenuti per presentare con tutte le voci regionali delle persone libro la nostra Carta dei Diritti della lettura godendo anche della presenza di Michela Murgia e di Lidia Castellani, tra gli ospiti, e del servizio webtv di Alessandra Casella.

L’attenzione mediatica fortunatamente coinvolge anche le altre cellule che a poco a poco nascono sul territorio nazionale: cellula di Arezzo

Articolo sul debutto della cellula aretina

Articolo sul debutto della cellula aretina

di Bari

nascita della cellula di Bari

articolo sulla cellula di Bari

 

e, infine, del Veneto orientale che gode del sostegno attivo della Biblioteca di Cinto Caomaggiore.

articolo sulla cellula di Portogruaro

articolo sulla cellula di Portogruaro

Tra le libere azioni di promozione sul web, che sono tante e continuative, un  ringraziamento speciale va alla testata web Dillinger che ha seguito ogni nostra impresa attraverso l’occhio attento di Chiara Pasqualini.

E se possiamo esprimere una preferenza senza offendere nessuno… questo articolo di Massimiliano Napoli su PUB ci ha commosso!

Ora il punto è questo.

Serve la popolarità? sì perché ci consente visibilità e quindi possibilità di infiltrazione maggiore nei territori: l’itineranza resta il metodo primario per diffondere il contagio – essere ovunque è una necessità del progetto – ma essere anticipati o commentati da una notizia giornalistica ci aiuta. Così come sul web ci aiutano i Blogger che parlano di noi.

Il silenzio sui fenomeni culturali potrebbe seppellire ogni volontariato culturale in un mare magnum di idiozie e di false emergenze che relegano l’urgenza culturale sempre agli ultimi posti. Per questo ci affanniamo a essere presenti ovunque per costruire una forma di resistenza all’analfabetismo e all’omologazione socio-culturale. Noi siamo le parole per dirlo e per dirci.

Ogni nostra azione è politica: non temiamo gli abusi di questa parola, sappiamo bene – noi che prendiamo in prestito le parole dei libri – cosa significhi davvero politica. In ogni città (polis) che ospita nei suoi vicoli le voci dei libri esistono cittadini consapevoli di far parte di una comunità che attraverso la Cultura esprime sogni, desideri e bisogni.

Noi siamo un modo di rendere il tempo libero un tempo impegnato e dedicato. Così come leggere, in ogni momento della vita, aiuta a crescere come persone critiche, libere e indipendenti.

El Proyecto Fahrenheit 451 busca crear un vínculo entre todas las personas libro, crear una organización para resistir frente a la tendencia real, la “dictadura” que, si no prohíbe, sí impide de hecho que leamos, que pensemos, que hablemos entre nosotras de algo diferente y con matices. [Dal Decalogo]

 

 

Diventare nazionali

 

Roma resta la Madre: ideatrice e logistica, sede ufficiale di Donne di carta ma  il progetto Fahrenheit 451 ha acquisito una forza nazionale. E crescerà ancora di regione in regione. Come ogni organismo che si evolve – tra fratture, ripensamenti, equilibri instabili e perdite – anche il linguaggio espressivo è un po’ cambiato.

Se la realtà è un mondo tutto da leggere; se il libro è uno dei beni culturali accanto ad altri codici e linguaggi; se le cellule si espandono e cercano sinergie tra voce e musica e danza e pittura; se le fondatrici di tutto questo ambaradan da 4 diventano 3 – anche se la madre uscente, Monica Maggi, resta militante nel medesimo campo d’azione -; se il ruolo sociale a volte diventa più urgente  interpretando bisogni ed esigenze locali (l’esperienza in progress sul territorio aquilano) anche i testi che le persone libro imparano a memoria, nel tempo, cambiano.

Sono articoli tratti dai quotidiani per non dimenticare stragi e violenze; sono testi brevi e duri per resistere nelle stazioni delle metropolitane di Roma contro l’indifferenza della gente; sono sempre più spesso “poesie” o “saggi” come se il bisogno di capire diventasse più forte del piacere delle narrazioni infinite.

E cambia anche il modo dei giornalisti di seguirci o di darci spazio. Il fatto è che non siamo una realtà isolata: intorno a noi i “movimenti” di riappropriazione della lettura, d’investimento nella Cultura come un bene comune… aumentano. E questo apre tanti altri discorsi…

Alcune chicche mediatiche vanno dunque fatte emergere anche come ringraziamento personale e come “vista” parziale di una crescita continua.

Il senso del nostro fare, d’altronde, è l’essere in viaggio.

 

Grazie a

Paolo Maffai per l’intervista televisiva su Terza Pagina  – Rubrica di Cultura di Rai Scuola – 16 marzo 2012

 

Eugenia Romanelli  per “L’exploit di Donne di carta. Un Blog per dire a voce i propri libri preferiti” (Il Fatto Quotidiano, 28 marzo 2012)

Flaminia Mancinelli per “Con le persone libro nel regno delle parole” (L’Indro, agosto 2014)

Patrizia Caiffa per Sai che esistono le persone libro? (B-Hop Web Magazine, gennaio 2015)

Anna D’Amico per “Con Sandra Giuliani alla scoperta della voce che abbiamo dentro” (Care about Culture, marzo 2015)

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One thought on “E se… la Stampa

  1. Antonietta Valenza ha detto:

    molto bene. Complimenti per la forza interiore e l’ entusiasmo dimostrato in ogni occasione

    Mi piace

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