Sarà una festa, forse un sogno, una visione, un abbraccio.

Sai che succede quando hai intorno persone che condividono il tuo stesso sentire? Succede semplicemente che sei felice.
E sai che succede quando leggi pagine di cui ti innamori? Succede che non vorresti ti abbandonassero mai.
Ora fai un respiro e ricorda tutte le pagine che hai amato, tutti i libri che hai sognato e ti hanno abitato.
Quei libri, sia nei momenti di luce che di buio, spesso, sono stati la tua ancora. Non è vero?
Ora immagina ancora e prova a considerare la sensazione che puoi ricevere se a quei libri meravigliosi, complici e amanti, guide sciamaniche luminose che ti hanno mostrato la strada, tu potessi aggiungere un volto, il volto di persone che nel tempo hanno condiviso con te il viaggio, le letture, la passione per delle pagine care. Ci sei? Riesci a vederlo questo mosaico perfetto?
Sì, lo so, è….magico! Appoggia ora le tue pagine amate sulle labbra delle persone che insieme a te nel tempo hanno condiviso quel comune sentire che vi ha fatti incontrare. Guardale, guardale negli occhi mentre dicono quelle pagine a memoria, mentre te le dedicano e le regalano al mondo esattamente come stai facendo tu mentre ci pensi. Che sensazione hai? Beh, se non avevi finora ancora mai pensato ad una tale miscela esplosiva di belle emozioni, sappi che qualcuno l’ha fatto e da questa idea è nato un vero e proprio progetto, che cresce e cammina: le Persone Libro.
Ieri abbiamo fatto una festa su questa storia qui, io c’ero, forse anche tu, tu che mi leggi e che hai partecipato. Anche voi amiche di Roma e Firenze c’eravate e tutto il nostro bellissimo gruppo di Persone Libro di Bari. Eravamo tutti lì, con i cuori scalpitanti e le pagine che chiedevano di esser dette.
Bene, torno alla domanda iniziale. Sai che succede a me in situazioni del genere, quando sono proprio felice felice? Ti interessa saperlo? Io te lo voglio dire, affinché tu possa respirare la stessa sensazione di benessere e appagamento. A me succede che, quando sono pazzamente felice, tutta la realtà intorno diventa un peso piuma dai contorni vellutati come petali. Io, catapultata al centro di una corolla di sguardi beati che si intersecano, annego in un sorriso smagliante da marziano sulla luna. Poi tutto il resto è gioia è gioia è gioia è gioia….

 

festa 9 gennaio PL 2016

 

 

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Il cielo è mio…

Accade che, grazie a delle fortunate coincidenze, io incontri AMAR (from Palestina), ASCIM (from Afghanistan), ANSU (from Gambia), GODWIN (from Nigeria), JUKUNDa (from Senegal). Accade che loro scelgano di diventare Persone Libro. Accade che la parola (attraverso i libri) si faccia dimora e punto d’incontro, delle solitudini di ognuno e delle storie pazzesche che questi ragazzi hanno da raccontare…proprio a cominciare da come sono arrivati qui e da cosa hanno lasciato alle spalle… Accade che si sentano perfettamente a loro agio con noi Persone Libro e che decidano di ‘dire’ insieme a noi, le loro pagine…di vita.(21 Aprile presso La Feltrinelli di Bari con Le Persone Libro per ‪#‎ioleggoperché‬).

‘Se si leggono libri come si stanno ad ascoltare gli amici, ciò che si legge allieterà e consolerà come soltanto gli amici sanno fare’. H.Hesse

Ricopio qui di seguito la poesia composta e detta, in persiano, da Ascim (Afghanistan)…e poi quella composta e detta, in inglese, da Godwin (Nigeria)

Non importa dove mi trovo
Il cielo è mio
la finestra, il pensiero, l’aria, l’amore, la terra è mia
Perché dovrebbe essere importante
se ogni tanto diventano più alti
i funghi della nostalgia?
Non so perché la gente dice che i cavalli sono gentili
e i colombi sono belli
E nessuno invece alleva avvoltoi
Non so perché un bocciolo di trifoglio
è considerato più umile di un tulipano rosso
Dobbiamo lavare i nostri occhi
Dobbiamo vedere diversamente le cose
Dobbiamo lavare le parole
Le parole possono essere vento
Le parole possono essere pioggia
Dovremmo chiuder gli ombrelli
Dovremmo camminare sotto la pioggia
Dovremmo portare la nostra mente e i nostri ricordi
sotto la pioggia, con tutta la gente della città
Dovremmo sentire la pioggia
Sotto la pioggia si possono trovare amici
Si può cercare l’amore
Sotto la pioggia si dovrebbe dormire con una donna
e fare giochi d’amore
Sotto la pioggia le cose possono essere scritte
Le parole possono essere dette
Il loto può essere piantato.
La vita è continua saturazione
la vita è nuotare nell’acqua di questo momento
Leviamo i nostri abiti
l’acqua è a un solo passo
Assaporiamo la luminosità.

The blooming flowers always never survive d sunrise
D life of a street boy cut short by d sound of a gunshot
The people and their visions never achieved
The govt and the rulers
The followers and their wishes
The Africa we hear and the distress in it
The motherland we imagine and the evil in the hearts of its inhabitants
The wishes of a hungry man and that of a rich man
The happiness we wish for and d untimely death that takes it away
Life..oh life and its challenges
From dusk till dawn we ponder and hope for a better tomorrow…

 

(Francesca Palumbo, Bari)

INVITO (PERMANENTE) alla nostra festa e ai nostri incontri di Persone Libro

fiori di cartaE perché no?
Concediti un pomeriggio diverso
ricamato intorno a un coro di voci
dove l’essenziale ancora ti festeggia
con il pane e con il vento
con il dire e con l’incanto.
Con la magica complicità
di uno sguardo premuroso
che non chiede e solo rende
un momento di libertà.

Raccogli la corolla sospesa di libri
sistemata a ghirlanda per te.
Guarda tutti i volti che avrai davanti
potrai sentirne il respiro e la forza.
Trovati una sedia o un angolino
mettiti comodo e rilassati
con gli occhi rivolti al presente.
Sarebbe un errore non darsi
e rimanere rigidi o estranei pure nel calarsi.

Porta con te chi vuoi, le persone a cui tieni.
Vieni a goderti una carezza soffice e dedicata
e se qualcuno parla, ascoltalo con affetto
perché il suo cuore sta cercando di comunicare col tuo.
Tieni la mente aperta
passaci dentro e fai pulizia
poi come un boomerang ritorna a te stesso.
Non distrarti, non avere fretta di andare:
chiediti semplicemente
che cosa in fondo oggi
potresti dover rischiare.

Il tuo respiro misuralo in granelli
lascialo scorrere libero
in una clessidra dorata che ti trattenga
dall’ ansia e dall’ attesa.
Ti sia compagno il sole
che tramonta in silenzio.
Ti sia complice quell’ anelito di affetto
che ti verrà rivolto.
Tra le Persone Libro
ascolta con clemenza e cimentati
-se vuoi- a tua volta
senza giudicare o sentirti giudicato.

Prendi ciò che ti serve o scegli di non prender niente, o tutto
ma per tornare a casa aspetta che sia sera.
Usa il buio come un fiocco
che chiude la giornata
e fanne regalo a chi ti vuole bene.
Sorridi infine
di questa umanità
che ancora nel dono
fortemente crede.

(Scritto in occasione del nostro 5. festeggiamento a Bari…Ottobre 2014.Vi aspettiamo!)

Io sto con Erri De Luca

erriunoerridue

 

 

 

 

 

Paese bizzarro l’Italia, dove il vicepresidente del Senato può tranquillamente essere autore di numerosi episodi di odio razziale e incitamento alla rivolta (si ricordi la maglietta anti Islam e le offese del ministro Kyenge) senza finire in Tribunale, mentre uno scrittore non può esprimere il proprio pensiero su una grande opera pubblica.

Noi Persone Libro di Bari abbiamo manifestato a sostegno di Erri De Luca, dicendo pagine dei suoi libri, prima in una libreria e poi in un pub in piazza, nella parte storica della nostra città. Qui  le foto del nostro intervento.

Ogni cosa è illuminata

Attraversare ombre e penombre è itinerario di conoscenza. Dire testi nell’oscurità diventa strumento nuovo per ricomporre la frattura giorno/notte e creare un flusso ininterrotto e armonioso (di voci) tra il regno del sole e quello della luna. Un’utopia necessaria forse.
Nell’oscurità vibra tutto lo splendore delle costellazioni di parole che noi Persone Libro abbiamo costruito.
I pensieri si fanno più chiari (Ilaria ci aveva avvisato!), precisi, ispirati. Dilatati ed esatti come la geometria delle stelle.
Ho percepito una corrente forte, attraversare lo spazio in cui ci siamo acciambellati, come accade in un utero accogliente (quando prima di ogni cosa anche lì si è al buio) e, tra le voci e i colpetti di tosse – numerosi e tipici di quando l’adulto per stemperare l’emozione ridiventa bimbo – i nostri testi si sono aggrovigliati in enorme matassa, di cui tutti (eravamo più di 80) tenevamo i fili, in un silenzio capillare.
La notte è il mio giorno preferito, scriveva Emily Dickinson. Ieri ho compreso meglio perché.

F.P.

 

“Caffè ristretto: percorsi e discorsi dentro le mura” (30 Settembre 2013 fase finale)

Questa galleria contiene 23 immagini.

Ecco, è accaduto questo. I nodi dell’ombra si sono sciolti nelle parole e nel canto. (grazie Feràt) Luminose scintille circondate di nostalgia sono emerse dai labirinti dell’anima. (grazie Minella e grazie Antonio) Le voci di dentro hanno perforato l’opaco e i nostri intrecci di calore insieme hanno riscattato il buio come la luna riscatta il […]

FUORI

Ore 15.30. Squilla il cellulare, sul display il nome di Teresa. Rispondo, e dall’altra parte mi sommerge la sua voce squillante e cristallina: Teresa ha una musicalità intrinseca che la contraddistingue; nei toni e nel discorso un’urgenza limpida che ben si modula con i suoi tratti di fondo, una percezione sensibile del mondo, antenne mimetizzate tra i capelli, capaci di catturare temperature e colori, una donna-gatto dalle mille vite e dalle mille risorse. Per questo Teresa fa teatro, per questo lei scrive e racconta, per questo si dona e semina dediche, perchè certe propensioni se non ce le hai nelle corde non te le puoi inventare!

Francy-esclama-ho finito adesso con il carcere, e la sai la novità? I nostri sono usciti tutti, non lavoreremo più con gli stessi, sono tutti nuovi quelli che faranno l’evento con noi il 30 settembre. Tutto questo ha del metafisico-aggiunge esaltata-è tutto fluido, è il mondo che si trasforma. Adamu l’hanno avvisato che usciva mentre eravamo insieme riuniti a lavorare sui testi, ti rendi conto? Ci siamo messi tutti a piangere per l’emozione.

Trattengo il respiro, faccio fatica a seguire i miei mille pensieri; interdetta prendo tempo, recupero fiato, metto a fuoco: Mi stai dicendo che sono tutti fuori. Ma è pazzesco! Sono liberi! Sono liberi! Teresa continua a parlare, una parte di me ragiona con lei sul da farsi per riorganizzare tutto il lavoro che avevamo fatto nei giorni precedenti e che ora va rimodellato sui ‘nuovi’ (mica li rivedrò io prima del 30, come si fa adesso? Mi consola sapere che le Persone Libro all’occorrenza sanno anche improvvisare), un’altra me è intanto in balia di una scia che porta altrove: segue la mano di Adamu che accarezza il volto della sua donna, guarda Antonio che solleva in alto la nipotina e ride di gioia, pedìna Bechir che ridisegna sull’asfalto colloso i contorni della propria ombra, fa un giro in macchina insieme a Tonino che con i finestrini abbassati percorre a tutta velocità una strada ad alto scorrimento con la canzone di Ramazzotti alla radio e il volume sparato a mille.

Avverto un equilibrio instabile. Il mio mantra interno mi ripete: Né troppa fiducia, né troppo timore.
Quella volta che nella mia campagna ho visto una faina, l’ho trovata bellissima. Ci siamo scrutate a lungo e per giorni infiniti le ho lasciato del cibo. A distanza lei si è nutrita. A distanza ho continuato a osservarla e a lasciarle carne e stupore. Le distanze nel tempo si sono accorciate. Uno studiarsi reciproco, un misurarsi alterno e circospetto. Poi da un certo momento in poi non si è più vista. Né è mai più tornata.
Non puoi permutare le colpe per trasformarle in spiragli di luce. La libertà è una fionda che lancia lontano, ma non hai il diritto di infrangere le geometrie del rispetto reciproco. La libertà è un sogno senza disordine, un recinto sacro senza catenacci, un cargo vibrante, un respiro circolare che trasforma l’eco interna in esistenza. E forse l’eccessiva libertà, se non ha filtri, può lasciarti impigliato come un insetto nell’ambra. Oggi c’è il sole, forse quel tuffo carpiato che desideravo provare lo facciamo davvero se ci diamo un appuntamento sullo stesso scoglio, io Adamu, Tonino e Bechir. La volta buona per lavare via tutte le ferite e le scorie di ferro, santificarci in un gange mediterraneo che amalgami giudizio ed espiazione dentro mulinelli bassi e subacquei pronti a scomparire tra i fondali più oscuri. A una persona Libro come me, non resta che regalare origami di parole e sabbia e sperare che il primo maestrale non li spazzi via. Dovesse esserci una nuova tromba d’aria, provate ad alzare il naso verso il cielo: incastrate qua e là tra i cumuli nembi, potrà capitarvi di leggere i pensieri che vi dedico: NON PERMETTETE PIU’CHE LA NEBBIA VI SORPRENDA. NON LASCIATE CHE LA VITA VI TRADISCA.
Ciao Adamu, ciao Tonino. Ciao Bechir e Antonio.
Vi saluta anche Shreck, che invece è rimasto dentro e non parteciperà al nostro evento perché intanto ha picchiato un secondino. Forse per un tuffo con lui bisognerà aspettare una nuova estate.

Nell’attesa proverò a fissare il sole con i chiodi.
Francesca