Per me questo è indelebile.

il

7 aprile 2011

Mariangela 
Viale Trieste – Portogruaro
06.00 stamattina colazione al bar … nessun lusso solo vicinanza a una famiglia di passanti. Condivisione, sorriso largo e complice della barista, notturni e mattinieri tra il rumore di stoviglie e profumo di caffè.

06.53. Inizio turno di pulizie al supermercato. Divisa, scarpe infortunistiche detersivi a norma.
Libro in tasca. Il mio libro.
Accendo la capra (si chiama così la pulitrice dei grandi magazzini) e “vai capra vai” .
Il libro aperto sulla capra.

07.00 Secondo corridoio. Si parte. Non c’è nessuno. Il libro è aperto ma non lo guardo, guardo davanti a me spingendo la macchina per pulire e a voce alta eccomi ” io sono…: 84 Charing Cross Road…”

07.05 Terzo corridoio passato. Mai sbirciato il testo: la so, la so a memoria. Oggi a Venezia aspettano Me Helene Hanff. Richiudo il libro lo metto in tasca è mio.

Paola
Stazione ferroviaria – Portogruaro
07.30 Cammino a passi lenti, pochi passanti. La fotocopia del testo tra le carte per la Prefettura.

07.40 Stazione dei treni nessun ritardo. tutti parlano al telefonino. Anche io ma senza telefono, perchè “io sono….: Di questo mondo e degli altri di Josè Saramago…”

07.50 Sul treno nessuno sente. Ognuno col suo Ipod sigillato alle orecchie. E “io sono..” scorre liquida come la laguna, la so, la so a memoria. Oggi a Venezia aspettano me Josè Saramago. Metto via la fotocopia, è mia.

Maurizio
Casa – Portogruaro
15.30 Geppo sta poco bene. Il vecchio Geppetto un cane salvato dal cuore di Maurizio, sta ancora male. Volare in un attimo dal veterinario e aspettare il turno è stato tutt’uno. Geppetto operato due volte e oggi ancora dal veterinario.

16.00 “sono il numero 95 e adesso sono al numero 83 non ce la faccio a venire a Venezia, scusatemi, ma Geppo non l’hanno ancora visitato”

Mariangela e Paola
16.52 Helene Hanff e Josè Saramago sul treno per Venezia.
Normalità del dire a chiunque passi di là. Sereno e pacato il controllore tra “Le parole” di Saramago e “libri antichi” di H. Hanff.

Arriviamo in comodo anticipo. Venezia nella luce del tramonto di aprile. Struggente. Per gli amanti.
(Maurizio o ancora non chiama e Geppo? cosa gli avranno fatto?)

Una borsa e una sciarpa color indaco ci aspettano sotto la statua a Campo S. Bartolomeo.
E’ Sara, la visionaria. la donna del deserto. La donna che mi svela un segreto e mi dice ” se io non avrò la carta, se io non avrò più un libro, se io non avrò più niente tranne me e sono nel deserto almeno saprò un libro”.
Sara ci accoglie nella Liberia di Elisabetta. Una libreria in centro a Venezia, tra negozi di vetro di Murano e maschere di carnevale. Alla vetrina è appesa una bandiera Italiana. A Venezia i tricolori sono stati strappati. Elisabettainvece l’ha messa in vetrina la bandiera. Come faccio a non pensare a Libra (Monica Maggi)? Come faccio a non pensare a un’altra donna che coraggiosamente ha fatto la stessa cosa in una terra che sembra sempre di frontiera , sempre di presidio? Con me nel cuore e forte nelle parole farò bene anche per Libra.
C’è anche un uomo, che cerca negli occhi risposte e conferme. E’ nel posto giusto. Sì lui ci farà le foto, ci farà il video. Pare che nessuno l’abbia chiamato tranne quel trafiletto apparso sul giornale “La Nuova”.
Siamo una manciata di persone ma c’è l’Italia al completo. C’è un pezzetto d’Europa. C’è Venezia segreta e per pochi. C’è il prosecco, le pizzette, il camminare e camminare.
Sara ha letto tutto quello che era disponibile nel sito Donne di carta. Illustra, spiega risponde. Le domande di Antonella. Sempre più stringenti e precise. La sento camminare Antonella, la sento. Mi chiede: “Come spiego in poche parole a mia madre che cosa è una persona libro. E perché? In fondo lo posso fare sempre a casa mia” Questa domanda è la mia. è la domanda che non mi si risolve mai nel cervello. E’ un gioco di specchi. Rispondo come si deve rispondere , Sandra ha scritto molto sull’argomento. Ma le parole confondono, le parole insinuano, le parole impongono….ma questo è già il mio pezzo a memoria. Ma certo non devo spiegare e allora decidiamo di iniziare noi persone libro alle prime armi . Il dire astratto non ci aiuta dobbiamo metter in campo la voce, quella profonda, quella di Helene Hanff, quella di Saramago.
Inizia Sofia, ragazza tedesca, con “L’eleganza del riccio”. Il forte accento tedesco dona alle parole scelte tutto il corpo, e il scabrosità introvabile in altra voce. Mi muove dentro una emozione nuova, non capisco, smarrisco il controllo. quell’inciampo nell’italiano m’annoda al cuore.
Prosegue Sara, con Giorgio Gaber, la Libertà. La sa a memoria anche lei, e ancora ci dona, ancora un’altra poesia di Gaber. Orlando il fotografo abbassa la macchina, lo sguardo attraversa lo spazio, il dire di Sara si intreccia col suo cuore.
Mariangela inizia subito dopo aver ringraziato Sara. “Io sono 84 , Charing Cross Road di Helene Hanff” cerco i suoi occhi ma siamo troppo vicine per sostenerci, ma c’è tutta la prossimità corporea, ci sono. E non mi accorgo che il filo si è lanciato oltre me al di la delle sedie, superando le teste. La voce di Mariangela si è segretamente annodata al cuore di Gabriella.
E poi continuo io col mio Saramago. “le parole” …. già le parole.
Com’è difficile alla fine lasciare i fili invisibili e tenaci che si sono annodati gli uni agli altri. e quanto pudore nel dire la propria emozione a uno sconosciuto. Quanta segreta intimità.
Orlando ci aiuta, ha capito, ha visto. E ci invita a fare una foto una foto tutte insieme.
Farà un po’ ridere, farà un po’ scolaresca, farà che è tutta nostra quella serata.
Concludiamo con una cena fatta di casa, di storie ad alta voce, di musica, di ospiti francesi.
E senza paura torniamo a Portogruaro, in treno, è tardi.
Maurizio ci aspetta in stazione : Geppo sta molto molto meglio.

Questo è l’inizio della cellula veneziana nella libreria Marco Polo. Una libreria viaggiante, su donne e uomini in cammino costante. A Venezia è così: per mare o per terra ci si muove in lenta e costante oscillazione.

Paola Stoppoloni

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. rmmarini@libero.it ha detto:

    Importante. Grazie, Alessandra Rosa Maria

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