A proposito dell’amore

Polo Museale Atac- Laboratorio di lettura creativa – Classe V elementare

 

sedia

Leggere una sedia. Toccare. Scomporre. Cercare parole esatte. Smontare le frasi fatte: “le gambe della sedia”. Pensare di spiegare a un extraterrestre cosa sia una sedia. Com’è fatta. A che serve. Accorgersi, infine, che stai seduto/a su una sedia. E non su un tavolo.

Occhi chiusi. L’epifania tattile. Olfattiva. Uditiva (qualcuno tamburella sul sedile, sullo schienale, sul ferro delle gambe: ogni materia ha un suono).

La dimensione di un oggetto nello spazio. La sua forma precisa. Il colore. Essere sedia. Un concetto, poi esistono le sedie. Tante. Diverse. Lo senti più vero se le descrivi.

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Leggere un volto. Dare un nome alla sua espressione. Intuire l’invisibile. L’emozione dietro o dentro. Ciò che appare. Distinguere. Tra ciò che sai e ciò che vedi. Mi piace/Non mi piace. La grammatica delle sensazioni. Attrazione/Repulsione. Lo capisci se guardi.

Trasformarsi in attori delle proprie emozioni  e scoprire se sono davvero comunicabili. Se gli altri capiscono, intuiscono, traducono. Ti comprendono. O ti lasciano sola/o.

Riprendere l’analogia seppellita nella frase fatta delle gambe del tavolo e accendere altri percorsi associativi: cercare nel mondo degli oggetti reali in questa stanza ciò che è simile per colore, per forma, per dimensione, per uso… Fino a sperimentare la morte del come ed entrare nel nuovo mondo dell’essere. Il mondo delle parole è pieno di metafore.

Scomponiamo tutto ciò che ci circonda invasati. Lo zaino e la parete della stanza. Hanno lo stesso colore: verdelo zaino contiene un peso – dice qualcuno – la parete sostiene un peso – dice qualcun altro – … sullo zaino puoi appiccicare adesivi – sussurra una bambina – e sulla parete ci appiccichi i quadri – completa un altro. Anche i poster – precisa un bambino alzando gli occhi dal disegno che stava facendo per conto suo.

Scomporre e ricomporre. Ecco – preciso – questo è il metodo per costruire analogie tra oggetti diversi e distanti ma per ottenere una metafora dobbiamo fare un passo in più.

– Quale? – in coro.

fuoco

Continuo: – Se io dico: l’amore scalda. E preciso che è una metafora, come posso indovinare l’altro oggetto nascosto, non detto, diverso dall’amore,  a cui ho preso in prestito qualche proprietà che secondo me ha in comune?

– Devo cercare una cosa che brucia – alza la mano mentre lo dice. – E qual è un oggetto che ha come predicato il bruciare?

Non ci pensano poi tanto: il FUOCO!

– E allora, usiamo il metodo di prima e scomponiamo la parola/oggetto fuoco. Chi inizia?

Il fuoco brucia, (vabbè. Poi?) Scalda. (Com’è fatto?) ha le fiamme. (Bene. E il colore?) Rosse, azzurre…no gialle! (Cos’altro sapete del fuoco?) Può essere grande! (E quindi?) Un incendio… (Oppure?) Spento… (Ossia?) fa la cenere. (E quando è un incendio che succede?) Divora il bosco…fa scappare gli uccelli… (Allora è pericoloso?) Sììì. (E quando è in un camino?) Fa caldo. E’ bello. (E cosa si fa con il fuoco?) Si cucina. (Cioè?) si mette la carne sul fuoco e si cuoce. (E la carne che metti sul fuoco come diventa?) Buona! (vabbè, ma è uguale a come era prima?) Nooo. Prima era cruda. (E allora?) Cotta, diventa cotta! E buona. – Ridono. (Il fuoco fa luce?) Sììì… (Quale altro verbo conoscete che indichi il fare luce?) Illumina! (Bene. E se c’è tanto buio e abbiamo un fuoco?) Vediamo nel buio… (Esiste un verbo più preciso?) – Ci pensano su – Il buio è più chiaro – dice la bambina degli adesivi sullo zaino. (Brava! Allora il fuoco rischiara. Ecco un verbo nuovo. Lo conoscevate?) Un po’.

– Potremmo continuare all’infinito… chissà quante cose si possono dire sul fuoco e sulle fiamme ma ora costruiamo la nostra metafora. Vediamo quante proprietà del fuoco possono essere attribuite all’amore (trasferite) ossia quante sono “in comune”… esattamente come abbiamo fatto per lo zaino e la parete che di “comune” avevano così poco, eppure… Ci proviamo? Sììì.

Il calore dell’amore, brucio d’amore, m’illumino d’amore, ho preso una cotta! la fiamma dell’amore, tu sei la mia luce! acceso d’amore…

Li fermo. – E se l’amore-fuoco è un incendio – chiedo – l’amore è pericoloso?

NOOOOOOOOOOOO.

(Siete troppo piccoli)

Anna e Sandra

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. campaniadonnedicarta ha detto:

    che meraviglia!

    Mi piace

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