LE TRAME DELLA MEMORIA

“Vorrei cominciare dalla piccola idea dei nodi e del tessuto perché mi sta molto a cuore. Quando mi sono messo a lavorare a questo album ho pensato alla facilità, mia e di tutti, con cui dimentichiamo le cose, i sentimenti e le persone. E a come ormai sembriamo incapaci di trattenere le cose, i sentimenti; perfino la paura. Siamo diventati tutti coraggiosi, forse perché riflettiamo poco. Un modo per raccontare questo mio timore era simboleggiarlo con i nodi di una rete. In fondo nella vita continuiamo tutti ad annodare e snodare in continuazione…
Io ho una grande paura di dimenticarmi le cose, le persone. Pensate, ci siamo dimenticati tutti anche la guerra che era così vicina a noi(…)
Come nel macramè i fili importanti sono tre: 1) tentare di non dimenticare; 2) contemporaneamente incastrarsi, intrecciarsi l’uno con l’altro, imparando a pensare al tempo stesso da vincenti e da perdenti; 3) imparare a fare coesistere la rete dei ricordi con quella telematica dell’attualità.”
Dall’ Intervista di Rockonline dell’8 maggio 1996 a Ivano Fossati in occasione dell’uscita di “Macramè”

Abbiamo cominciato dai fili: anzi, da un filo che si dipana da un gomitolo e – passando di mano in mano – disegna il percorso delle nostre narrazioni, restituendoci l’immagine dello scorrere delle parole, il profilo dei ricordi tracciati.DSCN3331

Le parole di Fossati sono il pretesto che abbiamo scelto per iniziare a parlare della Memoria, dei Ricordi. Dopo Fossati, l’incipit del libro di Rosa Montero, La pazza di casa: “Ho preso l’abitudine di mettere in ordine i ricordi della mia vita facendo il conto dei fidanzati e dei libri…”,poche righe a memoria. Il filo comincia a correre da una mano all’altra. Chi chiede di prendere il gomitolo, raccoglie le parole e l’emozione di chi l’ha preceduta, e tira verso di sé il filo colorato. Come custodisco i ricordi; ricordi di cose, ricordi di persone. Qualche riga di Proust, letta da una voce emozionata. Ricordi di gioia, ricordi di dolore, e le parole di Gendlin. I ricordi li abbiamo o li incontriamo quando ci serve? Il filo prosegue il suo cammino. Cosa succede quando i nostri genitori non possono più ricordarci, non sono più la nostra memoria? E il presente? La memoria degli odori, la memoria della luce. Parole lette, parole dette, parole ricordate. Gabriel Garcia Marquez.

E’ nato come un esperimento: le coperte mensili non ci corrispondono, a noi di Napoli. Siamo pochi a dire, i pezzi imparati creano emozioni ma non ci uniscono in una narrazione congiunta. Allora abbiamo pensato di puntare sullo Statuto di Donne di Carta: la promozione della lettura, in tutte le sue forme e su qualsiasi supporto, mettendo al centro della comunicazione culturale il libro come risorsa attiva – non deperibile – e rivalutando il ruolo della persona che legge. E di leggere il mondo e le parole, in modo che ognuno porti il suo contributo e la sua lettura, a partire da uno stimolo comune, che ci coinvolga e ci stuzzichi. Ha funzionato. Al termine dell’incontro, o meglio alla chiusura della libreria che ci ospita che ha ovviamente scandito il rintocco finale, sembriamo tutte emozionate, contente, coinvolte. Ci vorrebbe altro tempo, c’è ancora tanto da dire, tante emozioni sulle quali abbiamo a mala pena socchiuso una finestra.

Sapevamo che questo incontro, e quelli che seguiranno, giocava a costruire narrazioni appena abbozzate, a dare stimoli, a provocare magari la voglia di andare avanti, insieme. Una parola non è un numero finito di lettere, ma una fonte inesauribile di ricchezza di senso. E l’incontro del 29 gennaio a Napoli ci ha dato un piccolo assaggio.

Luciana commenta: Un filo collega, si intreccia, si scioglie, si riavvolge; con il suo colore tesse i ricordi, le parole, le emozioni. Un filo di lana: il protagonista del nostro coinvolgente incontro sulla memoria.

Le altre – spero – commenteranno più sotto. E’ difficile poter essere fedele al pensiero e al sentire di ciascuna, ma spero di aver reso il senso dell’aria di eccitazione e sorpresa che ci ha soffiato dentro.

La “scommessa” si ripete il 26 febbraio. Sempre alla libreria Ubik di Napoli – a via Benedetto Croce. Leggeremo il mondo con gli occhi del clown, e del folle: con l’aiuto di Rodolfo Matto – gelatologo e formatore di clownterapeuti, ambassador e teacher di Laughter Yoga – narreremo l’ordine che non immaginiamo ci sia dietro le cose, le parole. Basta un naso rosso.

Ringraziamo la libreria Ubik, che ci sostiene in questa passeggiata nel mondo delle narrazioni. Presso la libreria, troverete già qualche giorno prima dell’incontro qualche suggerimento bibliografico sull’argomento, da sfogliare, da portare nell’incontro.

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