Io non mi sono neppure accorto

 

16 gennaio 2017, Polo museale ATAC, progetto “Adotta un treno storico”. Ancora una prima classe elementare della scuola Verdi: 20 bambini, età 5/6 anni.
Ero pronta con la “riscrittura e rilettura” di una fiaba di Rodari, ma non appena sono entrata nella sala-mensa, ancora prima di vedere i bambini e le maestre già sistemati e in attesa, gli occhi si sono riempiti di questo pannello coloratissimo affisso in fondo sulla vetrata.

Sono rimasta senza fiato, ho chiesto chi l’avesse dipinto e ho scoperto che era stato il gruppo dei ragazzi disabili dell’Hagape che ne avevano fatto dono al Polo. È stato un attimo, ho resettato tutto il mio programma, ho salutato i bambini e le maestre mentre

la responsabile del Polo mi  presentava così:

“lei è Anna dell’Associazione Donne di Carta e vi farà leggere senza libri, perché loro dicono che possiamo leggere il mondo, e non solo i libri”.

I bambini mi interrogano con lo sguardo, qualcuno sta pensando certamente che sono matta, altri vedo che già si annoiano, altri ancora sono incuriositi.
Li invito all’osservazione del pannello e dico: “Ora, insieme, leggeremo e inventeremo una storia per questo dipinto bellissimo”.
Subito qualcuno alza la mano: “ È un quadro pieno di colori” – “Bene, ci sono proprio tutti i colori?”. Momento di silenzio, osservano con più attenzione: “Nooo, manca il nero”.
“Bene, partiamo dall’inizio allora, io per esempio, qui in alto a sinistra, vedo una strada tutta colorata e – dico – un artista, molto bizzarro, si è divertito a colorare l’asfalto grigio di una città grigia, siete d’accordo?”. – “Sììì, che bella la strada tutta colorata, così le automobili non passeranno più di là!” – rispondono.

Un bambino si alza, si avvicina al pannello e indica ai compagni: “Guardate! questa è una cascata tutta colorata che si getta nel fiume e poi va nel mare”.

“Ma come fa l’acqua a diventare tutta colorata?” – “Ma è semplice: l’artista è salito in cima alla cascata e ha buttato nell’acqua i suoi colori!”. Sono tutti soddisfatti della spiegazione e lui torna a sedersi, ma già altri si alzano e si susseguono nella spiegazione del pannello.
“Questa è una grande balena, come quella di Pinocchio, è arrabbiata perché l’acqua è diventata tutta colorata”.
“Noo è un capodoglio come Moby Dick”.
“Più sotto c’è una lumaca bianca che è saggia e spiega alla balena come mai l’acqua è diventata colorata, e allora la balena è contenta”.

“Questo, accanto al capodoglio, è un pesce martello, guardate questo è il corpo e questa la testa fatta a martello e ai lati ha gli occhi, e poi intorno è rosso perché ha mangiato un altro pesce e allora esce il sangue”.
“Più sopra c’è un serpente, ma è strano perché ha la testa di un dinosauro e il corpo allungato del serpente”.

Intervengo: “Bambini!? chi di voi mi sa dire a quale specie di dinosauro somiglia?”…Silenzio… allora azzardo: “il diplodo…? Può essere? Lo conoscete?”
Interviene in mio aiuto Davide, uno dei ragazzi del Servizio civile, che è un po’ paleontologo, e spiega che somiglia moltissimo al DIPLODOCO, che era un dinosauro vissuto nell’era giurassica con la testa tonda e il corpo molto allungato.
Restano tutti a bocca aperta.
Poi interviene una bambina che indica una “macchia” in basso e dice: “È una coccinella!”.
Tutti la smentiscono perché è azzurra con i puntini bianchi mentre la coccinella è rossa con i puntini neri.
Ma lei insiste, decisa, e con il dito disegna sul pannello i contorni, più in grande, della coccinella che vede, e in effetti è rossa ma al centro ha una “gobba” azzurra con i punti bianchi.
Allora intervengo e suggerisco che forse “quella coccinella, un po’ vanitosa,  viene da un altro pianeta, chissà, per esempio da “Venere” dove sono tutti fanatici e amano camuffarsi per essere più belli!”.
Ridono. La spiegazione è approvata all’unanimità.
Stiamo arrivando ormai alla fine della nostra lettura  e un bambino si alza e indica una strana faccia, proprio sul bordo: “ha l’occhio rosso perché è arrabbiata e fa una linguaccia”.

L’esplorazione e la lettura terminano qui, tiranno il tempo a nostra disposizione; chiedo se si sono divertiti a leggere un quadro e il Sìììì di risposta è entusiasta; solo uno di loro alza la mano e dice:

“io non mi sono neppure accorto di avere letto!”

“Bene! Allora, prima di lasciarci, diamo un nome a questo quadro, volete?”
E tutti, quasi in coro:

“IL MONDO A COLORI”

Anna e Sandra

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