Sculture per Ipazia XIII

Giornata del Contemporaneo

Anna e Silvia raccontano…

Sabato 14 ottobre ore 15,30, nel Giardino intitolato ad Ipazia di Alessandria, temperatura intorno ai 30 gradi, il COMITATO IPAZIA PER LA LIBERTA’ DI PENSIERO (nato l’8 marzo 2017 dall’incontro tra nove realtà associative della Capitale) ha festeggiato la Giornata del Contemporaneo in cui A.M.A.C.I.(Associazione dei Musei di Arte Contemporanea Italiani) inaugura ufficialmente la stagione d’arte in Italia.Una collettiva di sculture allestita nel giardino a Tor Sapienza è stato il nostro omaggio di bellezza, arte e cultura alla scienziata alessandrina.

L’incontro è stato aperto da una breve introduzione dello scrittore e saggista Adriano Petta che, partendo dalla sua appassionata ricerca sulla scienziata alessandrina, ha sottolineato l’importanza di dare il rilievo che meritano a tante donne, scienziate, filosofe, artiste, trascurate dalla storia ufficiale.

Come mancare questo appuntamento quali partner del Comitato? Ebbene, oltre le belle sculture esposte dagli artisti: Paolo Camiz, Alessandro Carlevaro, Maurizio Gaudenzi, Roberto Marino, Enzo Sartori, Antonio Taschini, noi Persone Libro siamo state ben felici di donare brani dedicati ad Ipazia e tratti
da: “Libro di Ipazia” di Mario Luzi e da “Ipazia, la vera storia” di Silvia Ronchey.

 

 

Eravamo Silvia ed io a dire questi brani e, con noi, anche Lina che, da super esperta e dedita alla storia ed alle scoperte scientifiche di Ipazia, ci ha regalato una bella bibliografia sulla filosofa alessandrina.
Le canzoni interpretate poi dal sempre presente e simpaticissimo “Quadracoro” , realtà del territorio che svolge una pregevole opera di sostegno culturale in quella parte di Roma, ha concluso un pomeriggio di festa, di incontri, di amicizia.

 

Arrivederci a presto caro Comitato, siamo sempre felici di esserci: stiamo camminando sulla stessa via, nel bel giardino che siamo riusciti a far intitolare ad Ipazia. Proprio come lei, anche noi, tutti insieme, ognuno nella propria specificità, riesce a portare un soffio di cultura.

Diceva Ipazia: “ Insegnare è stata la cosa più bella della mia vita, mi sembrava un modo per rendere vivi gli argomenti che avevo imparato. Amavo insegnare per strada, alle persone qualsiasi, a chiunque incontrassi e volesse sapere qualcosa sui filosofi del passato, sulle loro idee. Indossavo il mio mantello e uscivo per le vie d’Alessandria. Ecco quello che più mi manca della vita…” (da “Ipazia e la musica dei pianeti” di Roberta Torre).

Anna e Silvia

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