Per fortuna… c’è (anche) un cane

Sala Terzani (e già questo dice molto), Biblioteca San Giorgio (un luogo d’eccellenza sotto la guida di un management femminile), Pistoia, una cittadina toscana di cui ancora conosco solo la stazione (mia colpa).

11 marzo: incontro sulla lettura e sulla Carta dei diritti della lettura (art.6 in particolare) con i ragazzi e le ragazze (in maggioranza) di alcuni Licei coinvolti nell’operazione “persone libro” a cura del gruppo di Donne di carta pistoiese/fiorentino e con la complicità delle insegnanti (stupende) e di una mitica libraia (grazie!).

Io non so parlare solo di libri quando parlo di lettura, mi spiace. Tra tutte le cose da leggere, i libri non hanno per me un posto dominante. Io ho imparato a leggere grazie alla voce di una madre: ero piccola, in braccio a lei appoggiata alla sua spalla destra; camminava con me, appesantita, e indicava uno ad uno gli oggetti dentro la casa, poi le cose fuori, poi la mia faccia, la sua, e dava a tutto un nome.
Quella voce che nomina il mondo, e attraverso i nomi lo inventa, mi ha insegnato a leggere. E ho imparato, così, che quello che ci rende liberi/e non è credere in qualcosa o essere portatori di una verità comune, quello che ci rende liberi/e davvero è l’immaginazione.

E’ una pianta, l’immaginazione: va nutrita, va curata, perché cresca più alta della nostra statura.
Non basta dire nella stessa lingua “la luna è alta sul colle” per vedere tutti/e la medesima luna: è piena, una falce, bianca o sanguigna, di giorno o di notte… Non è un difetto della luna essere tante cose diverse o un’imprecisione della frase: più povero è il nostro vissuto, meno parole abbiamo per descriverla e meno varietà di lune vedremo. (A volte pensare tutti/e la stessa cosa non è segno di verità).

Ogni lingua ritaglia una sua visione del mondo: la parola che ci dici, ora, ragazzo timido in moldavo, ragazza ancora più timida in arabo, per noi che ascoltiamo, è soprattutto suono: ed è meraviglia la varietà delle forme con cui cerchiamo di uscire dal silenzio.
Il significato delle parole viene dopo, se ci racconti quello che hai detto (tu in moldavo, lei in arabo) ma il senso è chiaro, perfetto, fin dall’inizio: perché è la traiettoria della relazione inventata, desiderata, cercata, ottenuta tra chi dice e chi ascolta.
Ha il medesimo peso se tu, ragazza, usi suoni italiani – con accento toscano – perché prima di ogni significato quello che ci arriva è il respiro.
C’è una differenza tra il respiro di una parola detta a memoria e una parola detta leggendo: chi dice a memoria conserva sempre il silenzio dentro i suoni.
E il silenzio respira.

Avrei potuto cercare storie incredibili per raccontare che ogni parola nella sua vocazione vera all’ascolto è il mattone del rispetto ma basta quella ragazza, costretta a movimenti limitati sulla sua sedia a rotelle, che chiede di essere spostata e rivolta verso tutta la sala perché quello che ha da dire non è una risposta solo a me: è per tutti/e.
Ecco, il rispetto è muoversi fuori da se stessi.

Questo è stato il modo bislacco con cui ieri abbiamo indagato le ragioni che hanno fatto nascere la “Carta dei diritti della lettura” di Donne di carta (non so se siano ragioni del cuore o dell’intelligenza, scopritelo voi).
Un manifesto di tutti coloro che vogliono leggere, questo sì. E che cercano complici e compagni di strada.
“Se per voi è importante – ho detto – firmatela, ma scegliete di farlo perché leggere serve esattamente a questo: imparare a scegliere”.

Io non so parlare solo di libri quando parlo di lettura, mi spiace. Quello che so fare è raccontare storie che amo. E avere come ascoltatori dei giovani intorno mi regala più tempo di quello che ho perché è il destino di ogni storia vivere più a lungo di chi la dice.
E una storia consegnata ha una ricchezza in più: tutte le voci diverse che la racconteranno a modo loro.

(Secondo me quella luna, alta sul colle, si sta facendo una grande felice risata perché tra le persone libro toscane finalmente c’è anche un cane).

Advertisements

Cosa ne pensi?

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...