Le parole dei libri non hanno confini

«Oh! Squilla il cellulare! Deve essere Silvia che è già arrivata» dice Anna, dopo che siamo scese da un faticoso parcheggio (il lungomare di Ostia, nelle sere d’estate, è un ostacolo al parcheggio anche per l’invincibile Anna). «Sì Silvia stiamo arrivando, cinque minuti… come piove? No! Non è possibile! Una goccia, sento una goccia!».

Amalia ed io tentiamo di reggere il passo dell’energica Anna, mentre le gocce (sigh!) paiono aumentare. Piove proprio ora??? Dopo tutto ‘sto caldo??? Noooooo…. Ostia è imprevedibile. Arriviamo allo stand trafelate, dove troviamo la concreta Silvia ad aspettarci con aria interrogativa e preoccupata. La PIOGGIA inizia a cadere… e la gente a scappare. Ma siamo nello stand e riusciamo a ripararci, un pensiero e un’opportunità che colgono anche le persone che giravano lì intorno.

In pochissimi secondi le sedie che le signore delle Biblioteche di Roma tentano di organizzare all’interno vengono repentinamente occupate da delle donne di origine indiana (o comunque medio-orientale) e dai loro (tanti) bambini. Panico! Come spiegare loro che l’Associazione Donne di Carta, che le persone libro… il panico aumenta. Le signore delle Biblioteche ci chiedono di cominciare comunque, ma come?

Lo stupore mi comincia a chiudere la gola, e la logica razionale (il mio segno zodiacale della Vergine prende il sopravvento) mi fa subito pensare: no! I brani non sono adatti per i bambini (stranieri, tra l’altro), no, non parlerò. Anche Amalia, con pensiero istintivo dice: «No, non è possibile dire il mio Shakespeare così!».

Silvia con aria perplessa, mentre la pioggia continua, parla con le signore.
Ma dov’è Anna?

Silenziosamente la magica Anna aveva radunato all’interno dello stand tutti i bambini e, superando qualsiasi barriera linguistica, parlava con loro attirando l’attenzione dei loro occhi. Guardammo allibite e, allibita come noi, la pioggia smette di scendere. Con movimenti repentini le sedie vengono subito collocate all’esterno, sotto il cielo che ora tace e lascia solo qualche brontolio di fulmini in lontananza. Immediatamente le sedie vengono occupate dalle signore indiane e dai loro curiosi bambini, ma anche la gente comincia a tornare.

 

anna

 

Sìììììììì! Possiamo cominciare!

La magica Anna (irrefrenabile) inizia a descrivere l’Associazione Donne di Carta e chi sono le persone libro; io non finisco di stupirmi guardando gli occhioni curiosi di quei bimbi stranieri e l’attenzione profonda delle loro mamme, donne il cui viso bellissimo è avvolto in un colorato foulard. Il mare è silenzioso e immobile, il cielo anche lui ascolta…

La sicura Silvia lascia che le parole di Fahrenheit 451 tolgano definitivamente i veli alla nostra identità di persone libro, la gente che ci ascolta comincia a capire chi siamo; poi continuo io con La solitudine dei numeri primi, la mia solitudine interiore che si annulla e si colma tra gli occhi di quelle persone che ci stanno ascoltando.

Poi ecco Amalia con il suo Molto rumore per nulla, ed ecco accendersi i sorrisi sui volti curiosi; poi di nuovo Anna con Infinito viaggiare, e la voglia di riprendere le valigie.

Ci siamo così alternate, aggiungendo altri brani, e la gioia di vedere l’attenzione costantemente catturata delle persone davanti a noi non si è mai placata. Alla fine, quando sono state tolte le sedie e tutto faceva silenzio, una signora ci ha chiesto se volevamo dirle un brano per lei, dato che era arrivata in ritardo; a lei si è aggiunto un signore con il suo cagnolino.

Abbiamo continuato quasi sussurrando loro i nostri brani… il signore, per ricambiare, ci ha recitato una poesia in romanesco. Lo scambio delle parole, questo sì che è vero dono.
Ho capito, per la prima volta, che le parole dei libri non hanno confini, non hanno limiti di tempo e di spazio. Bambini stranieri, mamme straniere, italiani anziani e giovani, tutti accumunati dalla voglia di ascoltare le parole dei libri. No, non ci sono confini…
E tutto sotto il cielo e con l’abbraccio del mare di Ostia…
Sì, Ostia è anche questo.
Grazie di questa magia.

Letizia (persona libro di Roma)

 

signoreanna2

Fotografie regalate da Paola Pau

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