UNA COPERTA PER REGALO- festa di compleanno con le persone libro

Come persone libro ci ritroviamo a rispondere a un invito un po’ insolito: una cena per una festa di compleanno. Mariano Beltrame ci ha invitato nuovamente a partecipare a un simposio il 24 gennaio. Non una semplice cena a dire la verità, ma un vero proprio banchetto in cui anche il cibo acquistava una propria dignità e partecipava alla discussione, che si muoveva dalla Storia alla letteratura a fatti di vita vissuta.

Arriviamo puntualmente in ritardo al parcheggio della Despar, qualche saluto veloce al freddo e ci avviamo alla casa. Non siamo i primi ma nemmeno gli ultimi. Ci salutiamo e presentiamo, ma soprattutto ci scaldiamo davanti al provvidenziale caminetto acceso. Siamo seduti in circolo e su un tavolo ci sono già gli aperitivi. Alla fine si sono fatte le sei e tra un po’ di pane e formaggio, scaldata la voce lo stomaco, partiamo, sperando di entusiasmare, rapire, e un po’ anche di essere capiti… Credo che il desiderio di comunicare ciò che è al fondo dei brani non sia mai stato così forte, almeno per me. Erano lì tutti per ascoltarci.

Da rito inizia Pier con la sua presentazione e poi Adriana con Fahrenheit 451. La vera sorpresa è la delicatezza di Loretta nel dire Stephen King… I brani si susseguono intervallati da i silenzi che vengono “spiegati”…

Al seguito di questo scambio s’inserisce nella trama Franco Rossi. Abbiamo il piacere di scoprire che quello stesso vino rosso che stiamo sorseggiando proviene da un piccolo paese con una storia particolare, che si era dimenticata e persa fra le carte processuali dell’ Inquisizione veneziana. È riuscito a ricostruire parte della vita di questa giovane donna accusata e processata di stregoneria, che si salvò perché erede di una famiglia potente e di cui ora la discendente vuole riportare alla luce gli eventi.

A racconto segue racconto, e il discorso continua con un pezzo di Storia della medicina sull’uso e invenzione dell’anestesia, del protossido di azoto e dell’etere. Una storia in cui le peripezie di scienziati, medici, pazienti e saltimbanchi abbondano. Per un momento ha rivissuto un periodo in cui si scopriva e tentava, in cui la fede negli uomini di scienza era tale da permettere una sperimentazione selvaggia anche su sé stessi. Non pochi infatti furono i casi in cui gli stessi dottori finivano assuefatti da questi gas.

In un circolo virtuoso in cui stuzzichini e vino non mancano mai, se ne apre un altro; dal Zanzotto poeta si passa all’esperienza di vita in cui aneddoti ne sottolineano il lato umano. Lo stesso professore che conobbe il poeta veneto ci racconta anche di Marin, di Pascutto e Magris… E come poteva mancare l’intervento di Microcosmi- il caffè San Marco? Il botta e risposta continua e riusciamo a coinvolgere le persone che all’inizio solo ci ascoltavano, al punto da far germogliare un timidissimo, appena accennato Erri de Luca Considero Valore.

Come tutti sono riusciti a contribuire con i brani, così tutti riescono a partecipare in qualche modo, preparando qualcosa da mangiare: in particolare la pasta e fagioli nel suo essere un piatto povero ci offre una ricca riflessione, che per noi è una felice conferma. Ci dicono “leggere, non è come dire a memoria”. Il contatto visivo, l’emozione e le pause hanno fatto la differenza di nuovo, da un testo letto o da una performance teatrale, perfetta ma volte distaccata. E ancora tra rose del deserto, frittelle, castagnole, e la marmellata di Mariano troviamo Pierluigi Cappello, Emily Dickinson, Wislawa Szymborska e Nazim Hikmet.

L’intimità che è stata costruita è così forte che salutarsi è difficile, quasi uno sgarbo a tutta quella dolcezza costruita ora dopo ora, esponendo un pezzetto di noi dopo l’altro.

L’auto è fredda e il vapore che espiro si condensa subito. Ormai ci lasciamo alle spalle la calda casa di Mariano e Betty, sopra la quale avevamo cucito tutti assieme una grande coperta. Ripenso a queste ore passate pressoché con degli sconosciuti e a cui ho confidato tanto – e poco allo stesso tempo -, vestendomi delle parole di altri che ho fatto mie. E come me, hanno fatto coraggiosamente lo stesso le altre persone-libro. Le parole di Menendez risuonano in questo momento: siamo stati ciò che le persone libro sono nella loro più intima essenza: dei costruttori di relazioni intense, invisibili e labili.

Valeria, persona libro del Veneto Orientale

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