Leggo perché 2… Un’esperienza con i piccoli

Scuola primaria Pieve di Sinalunga

L’avventura con i bambini è stata una esperienza per tutte noi intensa e appassionante.

Una scoperta di parti del nostro carattere inaspettate, parti delle nostre anime sfiorate da emozioni che mai avevamo colto in altre attività, pur avendo avuto vite e storie diverse l’una dall’altra. È iniziata questa esperienza con un nostro si gioioso e propositivo. Poteva essere per noi un modo di metterci alla prova, meditare sul nostro stesso approccio alla lettura. Avevamo la proposta per due classi di elementari e due classi di medie. Prima di andare abbiamo organizzato un po’ la struttura dei laboratori, differenti per bambini e ragazzi con età distanti.

Abbiamo deciso di dire noi per prime una favola ai più piccoli e un pezzetto di un romanzo per i più grandi. Abbiamo immaginato di spiegare loro i concetti principali delle persone libro. E abbiamo pensato di raccontargli il nostro senso della lettura -un modo questo per tornare in un pomeriggio indietro con la memoria e ritrovare il primo libro letto da piccole, la prima consapevolezza che leggere era una parte importante della nostra esistenza-. La nostra prima giornata è iniziata con la prima classe elementare.

Eravamo emozionate al pensiero di incontrare quei bambini. Siamo entrate nella loro aula, erano numerosi, sorridenti, belli. Ci siamo disposte tutte e tutti in cerchio per capire subito la “coperta”. Il gioco della capanna che non fa volare via le parole piaceva a tutti loro. Ci siamo dati la mano, il primo contatto; alcuni di loro hanno potuto capire quanto eravamo tese (uno ha esclamato: Ma questa coperta è freddissima!! Le nostre mani gelate parlavano per noi). Abbiamo raccontato la “storia di Luigi” (Storie per che le vuole di Roberto Piumini) che girava il mondo in cerca di cappelli. La storia ha entusiasmato i bambini che subito dopo hanno voluto ricambiarci con pezzetti delle storie che conoscevano. Abbiamo poi scelto i pezzi che avrebbero dovuto imparare loro in classe divisi per gruppi. Il tempo è passato in fretta e abbiamo dovuto salutarli ma loro ci hanno dimostrato subito affetto commovente, abbracciandoci, chiedendoci baci e carezze.

Era l’ora della seconda classe. La modalità di conoscenza è stata la stessa e anche loro si sono subito appassionati e ci hanno deliziato con le storie. Ancora una volta ci siamo divisi in gruppi e scelto la storia da imparare. Per ogni gruppo c’era una o due di noi che seguivano i bambini e per ognuna c’è stato subito un rapporto speciale con i “suoi” piccoli. Quando anche con loro è finito il tempo ed è arrivato il momento dei saluti è stato come se fossimo investite da un entusiasmo smisurato e da gioia sincera. (Nello scatto repentino di un bimbo che ti circonda con le sue braccia tu non puoi che lasciarti sciogliere e uscire con gli occhi lucidi, tornando a casa stanca ma piena di vita). Sono seguiti altri incontri con i bambini secondo una modalità laboratoriale. Ossia divisi per gruppi abbiamo cercato di ascoltarli e migliorare un po’ l’espressione, spronarli ad alzare la voce, incentivarli ad ascoltarsi l’uno con l’altro, guardarsi. E da subito sono stati bravissimi. Hanno davvero colto il senso della lettura, si sono appassionati ai racconti e ci hanno confidato di ripetere i loro pezzi molte volte a casa con i loro genitori.

Così di volta in volta ci siamo affezionate sempre di più e siamo arrivate alla giornata della loro esposizione davanti alle famiglie. Indossavano la pettorina con su scritto “Io sono una persona libro” colorata diversamente in base al gruppo. E così è iniziato il flusso dei loro racconti, perfetti. Hanno lasciato tutti a bocca aperta per quella bravura, pur essendo tanto piccoli. Genitori orgogliosi, maestre commosse e noi felici. I bambini hanno persino espresso le loro opinioni rispetto a questa attività e tutti hanno detto che continueranno a leggere, c’era chi ha detto che da grande avrebbe voluto diventare una persona libro -lo abbiamo rincuorato che lo era già- chi sapeva di avere un’estate piena di libri da leggere, chi ci ha chiesto di tornare facendoci sciogliere ancora per l’ennesima volta.

Con i grandi delle medie è avvenuto secondo le stesse modalità, sebbene non ci sia stata l’attività di laboratorio. A loro ci siamo presentate con “Il segreto del Bosco Vecchio” di Dino Buzzati, abbiamo parlato del piacere della lettura e ascoltato anche chi non aveva il piacere. Si sono anche loro divisi in gruppi e scelto dei libri da leggere in classe per poi farne dei pezzetti. Al secondo incontro ci hanno detto le loro storie, anche loro emozionati, ma precisi, sinceri, facendo scorrere le parole sui banchi, sulla lavagna, sulle insegnanti e su di noi. Per loro non c’è stata ancora una conclusione, ma speriamo di poterla realizzare per non perdere tutto il lavoro fatto, per chiudere anche la loro esperienza nel migliore dei modi.

La risposta però è stata davvero positiva per questa attività, sopra le nostre aspettative. Un progetto che dovrebbe essere esportato in altre scuole perché può arricchire i bambini e chi sta loro vicino. Non è facile far appassionare alla lettura, non è facile che la passione si mantenga nel tempo, non è facile educare al silenzio e all’ascolto delle creature che sono nel pieno dell’energia. Ma è bello vederli darsi la mano, partecipare alle storie del compagno, a trattenere la propria vitalità esplosiva nel rispetto degli altri e nella fiducia della propria voce che racconta. È un tempo guadagnato quello che abbiamo passato con loro. Un tempo felice e penso che ci si possa in questo caso azzardare ad usare questa parola: perché gli attimi con loro sono stati davvero preziosi.

(persone libro di Siena)

 

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