Cronache

I due giorni di iniziative NO STOP Forli – Cervia – Cervia – Forlì nei giorni 24 e 25 aprile sono stati molto pieni, troppo per per essere raccontati con dovizia di particolari.

Il gruppo misto Roma /Arezzo era composto da me, Silvia – l’organizzatrice -, Claudia, Olga, Marina, Elena e Amalia, la più smemorata delle persone libro, secondo la sua stessa definizione!!! In tutto il soggiorno c’è stata una costante: sbagliavamo sempre strada…(per cui mi sono fatta l’idea di una Forlì grande quanto Roma!)… e quindi arrivavamo sempre in ritardo, anche perché le strade erano trafficate per abitanti e turisti….. Sono rimasta positivamente colpita dal fatto che la Festa della Liberazione continua ad essere in Emilia Romagna una festa di popolo, come purtroppo è ormai abbastanza infrequente in altre regioni d’Italia. Quindi la nostra, pubblicizzata, presenza sul tema della Resistenza, affrontato con il filo conduttore della letteratura, ha suscitato interesse e le 4 iniziative svoltesi in diversi luoghi e contesti sono state seguite e partecipate.

Ci siamo sentite la responsabilità di corrispondere alle attese non solo di Silvia, che ha organizzato e preso i contatti, ma di chi, sul territorio si era adoperato per mettere in moto tutto (il Comune di Forlì, la Biblioteca di Cervia, le associazioni femminili locali,….). Penso (o meglio speriamo) di essere riuscite a non deludere, a gettare dei semi per future attività. E’ questo è già un bel bilancio. In fondo il nostro obiettivo e lanciare stimoli, che forse, prima o poi, qualcuno / a raccoglierà……senza pretese, ma con speranza. Inoltre la convivenza fra noi è stata piacevole, ci siamo scambiate, in amicizia e libertà, opinioni e critiche, rispetto alle modalità del nostro “dire” cosa che non sempre abbiamo il tempo e la voglia di fare, utile soprattutto quando ci incontriamo fra gruppi di città diverse.

Fin qui la descrizione un po’ asettica, poi c’è dell’altro: sicuramente ci sono stati momenti di intensità e commozione; l’argomento portava ad un coinvolgimento per la nostra personale formazione culturale e politica e, per qualcuna, per storie familiari intrise di sofferenza per una ricerca individuale e collettiva di giustizia e di libertà che ha messo a dura prova amicizie, amori , affetti. Le nostre performances non sono state certamente perfette, ma io, se ci penso, comincio a tessere l’elogio dell’imperfezione come tratto umano distintivo del nostro impegno a confronto dello sciorinamento spesso frettoloso e distaccato cui a volte, tutte, chi più chi meno, indulgiamo forse per la paura di sbagliare, forse per mascherare una sorta di disagio, non so….. E invece l’imperfezione ci restituisce il nostro essere, comunque, persone, prima ancora che persone / libro. L’imperfezione ci restituisce un po’ di improvvisazione, una necessaria spontaneità, una capacità di stare nelle situazioni, modificando con flessibilità i nostri comportamenti, senza quella sacralità un po’ settaria che talvolta assumiamo.

Non so se queste cose le dico per giustificare le manchevolezze, gli errori e gli imprevisti, umanamente comprensibili e comprensibilmente umani, accaduti nella due giorni NON STOP……..: tipo lo schieramento creatosi mettendoci tutte da una parte nella sede della Biblioteca di Cervia, producendo di fatto quella frattura – noi e gli /le altri/e – che predichiamo sempre di evitare; o la mancanza delle necessarie pause fra un testo e l’altro, verificatasi un po’ troppo spesso, nonostante ci proponessimo di stare attente; o ancora i due cellulari di Silvia, dimenticati accesi, che hanno cominciato a squillare uno di seguito all’altro mentre Silvia stessa diceva il suo brano! Anche se, va sottolineato, la dimenticanza ha fatto emergere la bravura di Silvia: in maniera sorprendente, non ha perso il filo, ma ha continuato a “dire” cercando nel contempo di spegnere gli infernali attrezzi; oppure frasi tagliate e parole cambiate con disinvoltura…

Chissà perché, fermarsi a cercare la parola esatta, proprio quella parola lì, come facevamo ai nostri esordi…chissà perché, non ci pare più adeguato….. E invece, credete, le pause e le incertezze non tolgono, ma aggiungono, non spezzano il clima ma lo creano, non distraggono, ma ri-destano quell’attenzione che, anche nell’ascoltatore più avvezzo, a volte si perde dietro le parole, soprattutto quando i testi sono troppo lunghi.

Queste non erano critiche ma solo il tentativo di dare valore al progetto tutto intero, con le ombre e le luci, gli alti e i bassi che, però ci consente di vivere momenti indimenticabili, come la mattina nella piazza di Cervia sotto un sole cocente e la gente che via via si fermava davanti a questo gruppetto di donne con pettorine da benzinaie che facevano volare in aria le parole di Pintor, di Gramsci, di Calvino, di Pavese, di Levi, di Saba, di Renata Viganò, di Montale, di Brecht, di Joyce Lussu, del padre della nostra Silvia……o come il pomeriggio nel parco affollato di cittadine e cittadini forlivesi di tutte le età, con bambine/i al seguito, che insieme ai loro amministratori, sindaci e sindache con le fasce tricolori, deputati, consiglieri e assessori regionali, di tutti partiti, ricordavano come tutti gli anni il loro e il nostro 25 aprile, che dovrebbe essere la prima e più importante festa condivisa.

Insomma divertimento ed emozione si sono mescolati e susseguiti e diventeranno parte del nostro bagaglio di ricordi personali e della memoria collettiva di Donne di Carta.

E da queste considerazioni mi viene naturale passare alla mattinata a Firenze alle Oblate: luogo suggestivo, organizzazione meticolosa e accurata, costruzione sensata del susseguirsi dei testi scelti, regia necessaria per gli spazi musicali previsti e perché eravamo numerose/i. L’evento, costruito per ricordare il rogo dei libri di Berlino, del 10 maggio 1933, è stata un’idea bellissima e da ripetere.

Per non dimenticare: questa è la nostra missione. A Firenze, tutte/i puntuali, nessun ritardo sul programma, nessun errore nella sistemazione, pubblico partecipe, attento e coinvolto, tutte/i preparate/i, nonostante, anche in questa circostanza, qualche brano troppo lungo o detto con troppa enfasi, qualche momento di fretta eccessiva, a partire da me, che, per fortuna, ho colto il segnale della Presidente che mi ha fatto cenno di andare più piano. Piccole mancanze, piccoli difetti che soltanto noi, che siamo ormai abituate/i, riusciamo a cogliere e di cui ci rendiamo conto, in quanto gli ascoltatori apprezzano e si emozionano, almeno così ci dicono, e, in effetti, anche in questa occasione sono rimasti in silenzio e seduti fino alla fine.

Eppure il grande quadro colorato, incorniciato dai libri della biblioteca e composto di parole e di note, si è animato particolarmente grazie ad Amalia che ruba la scena a tutte/ i e che si /ci farà ricordare non perché, come dice lei, è la più smemorata delle persone libro, ma perché ha reso esplicito e tangibile il senso di quell’imperfezione che fa parte della vita e, di conseguenza, dell’essere, appieno, PERSONALIBRO senza barra e senza trattino.

Ciao e grazie a tutte e a tutti per essere insieme in questa avventura.

Luciana

 

NO STOP Forli – Cervia

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