Eva dice NO

Roma, Piazza Fabrizio De Andrè il 29 novembre

Sono quasi le quattro del pomeriggio, arrivo in piazza, una piazza che non è una piazza ma una sorta di lungo slargo con alberi, panchine, strani muri in cemento riempiti di murales, e giochi per bambini, e tutto intorno i palazzoni dell’edilizia popolare della Magliana. Ma in questo quartiere, la Magliana, mancava un posto nel quale i residenti di tutte le età potessero stare, e infatti ci sono. Ci sono i bambini a giocare, ci sono gli anziani a godersi il sole, ci sono le donne, di tante età, indaffarate (perché le donne sono sempre indaffarate) e tutti sono attenti a seguire gli addetti che vestono la piazza con tante scarpe rosse, e con sedie predisposte a platea davanti al tavolo dei relatori, e due gazebo che ospitano materiale informativo contro la violenza di genere.

Magliana

Magliana – l’installazione (foto di Anna Delfini)

Sono anche io indaffarata a montare il roller, e lo monto, e le persone si avvicinano incuriosite e chiedono “che vuol dire EVA DICE NO?”, e poi “chi siete, chi sono le persone libro?” e io spiego e tutti concordano nell’affermare che leggere è importante per aprire la mente e per sostituire la forza delle parole a quella delle mani che troppo spesso si alzano su chi sembra essere più debole.
Ma poi mi chiedo, in questo quartiere, dove vivere quasi sempre significa “sopravvivere”, mi chiedo -: “certo, ma quanti di voi leggono o stimolano i propri figli a leggere?”.

il ns roller

il ns roller (foto di Anna Delfini)

Iniziano i discorsi delle diverse istituzioni presenti, dal Municipio alle Associazioni che si occupano/preoccupano della lotta alla violenza contro le donne.
Sono tutti interessanti… ma io mi chiedo “quanti ascoltano? E, ascoltando, quanti comprendono il linguaggio istituzionale che viene offerto con raccomandazioni alle donne di rivolgersi a chi può aiutarle?”
Ma poi un gruppo di ragazzi dell’Associazione Eleusis offre una performance tratta dal libro di Dacia Maraini, e allora sì che tutti ascoltano il messaggio diretto, le parole che colpiscono peggio e più forte di uno schiaffo. Ecco il modo di interessare le persone e fare in modo che facciano e si facciano domande sui perché della violenza di genere e della violenza in genere.

Peccato che il video delle Persone Libro (contributo allo Sciopero delle donne), preparato per dare con le parole dei libri lo stesso messaggio forte della rappresentazione dei ragazzi, non sia stato proiettato… per mancanza di tempo.

Chissà, forse poteva suscitare qualche altra domanda…

Anna D.

e se fosse un problema degli uomini?

e se fosse un problema degli uomini?
(foto di Anna Delfini)

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