Dalla parte delle bambine (e non solo)

“Noi siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni”
Ma dov’è, dove l’ho messo, meglio dove è finito… eccolo qui, giusto, tra la Mitchell e la Cantarella… copertina bianca con oblo’ rosso della Feltrinelli… “Dalla parte delle bambine” di Elena Gianini Belotti, il titolo senza ambiguità e senza paura.

Le mie note, le sottolineature a matita (non ho mai avuto il senso della sacralità dei libri, mi piace addomesticarli, farli entrare nella mia vita senza incertezze o pudori, solo quelli importanti), i rimandi grafici al mio lavoro di tesi di laurea, ancora di più l’emozione dell’attesa di una figlia pensata e amata prima di tutto come bambina interiore, proiezione del mio desiderio e delle mie scelte di vita.

E’ cominciato così il mio incontro con Elena, attraverso pagine ambrate dal tempo come il flusso di ricordi invadenti oltre la mia volontà, in cui la vita personale e quella collettiva delle donne, le riflessioni e le lotte (come era amata un tempo questa parola, oggi invece?), le discussioni collettive vissute fino allo scontro, le notti passate a ridere e a parlare erano animate dalla convinzione profonda che il mondo potesse cambiare e che questo ci fosse toccato in sorte.

Poi c’è stata la scrittura limpida di Elena, una scrittura antica nella cura, nella ricerca e nell’attenzione, la sua volontà caparbia di ricondurre l’oscurità d elle emozioni e dei sentimenti alla luce del dire e del condividere.

Poi ci sono state le persone libro di Roma, le belle voci di altri libri, quelli dedicati al padre emigrante, protagonista di un gioco doloroso molto più grande di lui e di tanti; al ricordo di Italia Donati, la maestra uccisa dall’ignoranza e dalla stupidità conformista e becera; all’amore senza finzione, quello che non si lascia rinchiudere nei limiti dell’eta’ o dell’appartenenza di genere; alla compassione per noi tutti, esseri umani finiti nel tempo, che solo nella vicinanza e nel riconoscimento degli altri troviamo la gioia e la forza di esistere.
Per tutto, grazie Elena.

Olga, una voce per le tue pagine

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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. olgaciofini ha detto:

    Grazie Sandra :-))

    Inviato da iPad

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    1. dimenticavo… le foto dossier sono di Antonella Fortunati, purtroppo manca una persona libro che era appunto “L’ultimo Natale” di cui parla Luciana nel suo commento: un cammeo

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  2. lucianaddc ha detto:

    A Elena Gianini Belotti dobbiamo essere riconoscenti. Elena ha avviato un discorso, ha aperto una strada, ma non solo con suggestioni ed enunciazioni teoriche. Elena ha aperto gli occhi a genitori attenti, a madri che speravano in un futuro paritario per maschi e femmine, rispettoso delle loro differenze, ma Elena è arrivata alle/agli insegnanti, agli educatori e alle educatrici della scuola dell’infanzia, soprattutto laddove c’era un terreno fertile per seminare le sue idee e osservazioni fatte sul campo e per accogliere la sua “rivoluzione”. Arezzo lo era. Questa città, oggi così sonnolenta, ha avuto momenti di grande fermento culturale. Ma, a parte questi meriti e sappiamo che “Dalla parte delle bambine” ha segnato un’epoca, Elena si è poi affermata come un’autrice sensibile che ha scritto quelle pagine che Olga ricordava. Ha raccontato storie, prevalentemente di donne, con profondità, ma anche con leggerezza ed ironia. Ha raccontato storie di migrazioni, con lo sguardo sul passato e sul presente. E ha scritto queste storie in un bellissimo italiano, tante e diverse….fino a L’ultimo Natale, breve racconto di rara completezza. Grazie a Elena per quanto ancora scriverà e per tutte le conversazioni che faremo insieme…..

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