To Bit or Not To Bit

Macerata-Roma alla velocità del suono

La lontananza sai...
La lontananza sai…

Roma,Vicolo Savelli, siamo in cinque ad aspettare il collegamento skype con la neonata cellula di Donne di carta di Porto sant’Elpidio.

Quando la videochiamata arriva ci accalchiamo davanti allo schermo per farci vedere e per conoscere le nuove arrivate. Ed eccole lì, con le sedie in fila davanti alla webcam, e sono tante! La partenza del collegamento è incerta, si sente male e la voce a tratti va via, ma dietro la difficoltà tecnologica c’è l’emozione di incontrarsi e la poca dimestichezza con il mezzo… è strano dover parlare a turno davanti a un occhio elettronico che ha il difficile compito di trasmettere la forza di quell’emozione. <

Facciamo un giro di presentazioni, sembra il primo giorno di scuola. Noi da Roma raccontiamo il progetto associativo e la passione che da anni ci tiene insieme, pur se con tutte le nostre differenze, e sul video le facce attente di chi ascolta con curiosità sono presenza immateriale che arriva comunque.

Uno..due…tre… sono loro a contare per metterci tutte insieme sotto questa coperta inventata, siamo noi a trasformare il silenzio nelle prime parole di un libro, e Anna inizia con Fahrenheit 451.

La magia della coperta si compie, i pezzi si alternano alle chiacchiere, ai commenti, alle spiegazioni. La voce ogni tanto non arriva, ma arriva il resto: le mani che cuciono l’aria e lo sguardo che scruta la webcam per scavalcarla, l’impossibilità di parlare se non a turno che rende incerti i tempi, il desiderio di dire e il desiderio di ascoltare. Arrivano parole importanti, scelte eterogenee, pezzi di libri tirati giù dagli scaffali che diventano aeroplanini di carta in volo interregionale.

Loro sono:

Pina: Josè Saramago Il Vangelo secondo Gesù Cristo.
Roberta: John Berger  I nostri volti, amore mio, leggeri come foto.
Marisa: Lev Tolstoj  Anna Karenina
Nazaria:  Virginia Woolf  La signora Dalloway.
Anna Rita: Bruno Acciarri FORSE – Janusz Korczac Il diritto del bambino al rispetto

Erano presenti anche alcune donne del gruppo di lettura di Civitanova Marche, chissà che anche loro non diventino socie di Donne di carta!

Poco prima delle otto di sera ci salutiamo, pieghiamo la coperta e siamo di nuovo in cinque: Olga, Anna, Amalia, Bruna e Stefania. Ginevra è passata solo pochi minuti sotto la coperta regalandoci Come un romanzo di Pennac.

Siamo contente, è stata una bellissima esperienza anche se, ci diciamo a telecamera spenta, la difficoltà del mezzo e il non essere fisicamente nello stesso luogo ha sicuramente inciso, togliendo una parte importante di intimità e comunicazione. Quello che ci chiediamo è se può funzionare incontrarsi in un bit con le persone libro sparse per l’Italia, e la risposta è: sì, può funzionare, può essere un bel modo per conoscere chi non si può spostare alla velocità di un treno, ma solo alla velocità del suono.

Stefania M.

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