“dire” davanti all’autrice

Ancora una prima volta. Abbastanza naturale, per noi che siamo una cellula di nuova formazione, collezionare prime volte. Ma oggi l’occasione è particolarmente impegnativa: “dire” davanti all’autrice.
Si tratta di Marisa Ombra, staffetta partigiana che ha scritto “Libere sempre” (Einaudi 2012), una sorta di lunga lettera rivolta a una quattordicenne nella quale racconta, con tocchi brevissimi e lievissimi, le sue esperienze, le sue scelte.
Un testo duro a tratti, poetico in altri, che ben si presta a essere detto. La selezione dei brani è stata facile, ma ora viene il difficile: l’autrice è lì, non sa niente del dono che vogliamo farle.
Mille i dubbi: “Ma lei se lo ricorderà tutto?” “Se cambio una parola o salto un pezzetto se ne accorgerà?” “E se poi non mi ricordo più niente?” Il tempo per prepararci è stato davvero brevissimo.
A peggiorare le cose, la sala che la Provincia ci ha messo a disposizione è gremita, tanti, troppi occhi ci fissano. Nessuno sa che cosa abbiamo intenzione di fare, nessuno sa che la presentazione del libro inizierà proprio con il libro che dice se stesso.
Ci era sembrato il modo migliore di presentare una narrazione, un monologo, la traccia di un arco che tenta di ricongiungere due generazioni così lontane nel tempo (73 anni).
Basta, è il momento di iniziare, non possiamo più aspettare.
La prima voce si leva, all’improvviso. Il brusio, il mormorio della sala, i rumori di sedie spostate si interrompono bruscamente. Tutti si voltano a guardarci: cogliamo occhi incuriositi, lo sguardo sorpreso di Marisa Ombra.
Le nostre voci si susseguono provenienti da vari punti della sala, attraverso brani successivi si snoda il racconto di una vita. Soprattutto il silenzio che fa da sfondo alla nostra narrazione testimonia l’attenzione, la partecipazione del pubblico che ci ascolta ricambiando i nostri sguardi.
Alla fine le parole di Marisa Ombra: “Ascoltandovi ho avuto l’impressione di aver scritto un libro bellissimo. Nessuno mi aveva offerto mai una presentazione così particolare, così bella. Mi sono emozionata, mi sono commossa. Grazie, grazie davvero. Racconterò a tutti, ovunque andrò a presentare il mio libro, come sono stata accolta a Siena.”
Grazie a te, Marisa, di aver accettato il nostro dono.
la cellula di siena

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One thought on ““dire” davanti all’autrice

  1. lucianaddc ha detto:

    “Dire” davanti alle autrici e e agli autori è sempre un’emozione forte. Recentemente ad Arezzo abbiamo fatto questa esperienza alla presentazione del libro di Maria Rosa Cutrufelli, “I bambini della ginestra” (che vi consiglio di leggere….).
    Abbiamo partecipato a questo evento perché Maria Rosa è una “vecchia amica” per alcune di noi, l’abbiamo fatto perché ce lo ha chiesto la Biblioteca di Arezzo, di cui non finiremo mai di ringraziare la Presidente e tutto lo staff, l’abbiamo fatto perché il libro merita davvero.
    Nel dono che abbiamo voluto fare a Maria Rosa Cutrufelli abbiamo inserito alcuni brani di suoi precedenti libri……E’ stato bello. Anche per lei è stata una sorpresa e anche lei, alla fine ci ha detto, risentendo le sue parole dalla nostre voci: “Ma sono così brava? Ma quelle belle parole sono proprio le mie?” Sì, Maria Rosa è brava, il suo modo di scrivere, almeno a me, ma non solo a me, piace, i suoi contenuti sono importanti…..Ma anche le persone libro di Donne di Carta sono brave!
    Per tutte le emozioni, i sentimenti, le idee, l’impegno, la cura e i pensieri che ci mettiamo…………
    Luciana

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