…Mi sento responsabile della bellezza del mondo… di tutta la bellezza del mondo

Su questo frammento si è concentrato, ad un certo punto, il laboratorio di Antonio, dal testo donato dalla timida e coraggiosa Teonilla a tutti noi, incantati e curiosi, desiderosi di capire concretamente come le parole – invece che “tavolette di cioccolato” che ti sfiorano, ti colpiscono e giungono addosso, – si possano trasformare in “cioccolato fuso”, talvolta anche amaro o bollente, in latte materno, mai spruzzato in aria o buttato sul pavimento, a caso, ma donato per nutrire chi quelle parole ascolta o viene affascinato ad ascoltare per nutrirsene…

“Né fanfaron, né timido, io sono come sono ” e ti offro parole di un testo, senza scagliartele addosso, senza arroganza né troppa timidezza o timore, te le porgo come so fare…

Come?
Come creare quel difficile legame attraverso lo sguardo di chi dona parole desiderate, amate, riconosciute, cullate, memorizzate, fatte proprie e l’estraneo che ascolta e che estraneo non può più restare ? Lo sguardo, che ci dona esistenza, permette anche l’accesso o l’intrusione a noi stessi che doniamo “quelle” parole…

Come non sentirsi denudati o nudi tra una folla di vestiti? Mau pone la domanda.
Vestirsi del testo… diventare quel testo, delegare alle parole del testo ciò che si è e contemporaneamente non si è… Sono e mi riconosco nelle parole scelte, fatte mie e donate, ma come “altro da me”… Chi le ascolta le riceve e se ne veste tramite me…

S’ha da creare un luogo di incontro, di ascolto, d’intimità, sotto la coperta, “la tela magica”. Un momento di ritrovo. Un rito. Anche il tempo breve di un caffè, durante il quale socializzare parole del testo scelto. Incontrarsi per dire parole prese in prestito, rubate forse? Non per parlare di sé, dei propri malanni, non per buttare addosso lamentele o ascoltare le solite tiritere. E non dire a tiritera, non affettare i testi a fette tutte uguali. Cercare pause proprie, lunghe, brevissime, frammentare in frammenti più o meno lunghi. Destrutturare? Giocare col testo. Giochi chi lo dice e chi lo ascolta.

…mi sento responsabile della bellezza del mondo… di tutta la bellezza del mondo…

La vita è movimento. Attorno ad un tavolo imbandito, la comida, tutto pare sciogliersi. Si allentano i timori, il buon vino complice, si prova, si tenta di trasformare le parole dei testi amati in parole di cioccolata, più o meno fusa. Qualcuno prova, talvolta sospinto, ebbene sì, da altri, meno coraggiosi. E Zanzotto aiuta con la sua musicalità Ornella che ben intende quella musica. Anna di corsa, prima di lasciarci, risponde con Pascutto o viceversa.
marotei
Mi son la Gigia…; E quella Gigia a noi familiare diventerà tutta un’altra Gigia l’indomani mattina, frammentata, respirata diversamente dal solito, dalla coraggiosa e ardita Mariangela.
L’indomani c’è pure tra noi un piccolo piccolo “cristiano” che ogni tanto rivendica il suo latte materno… materializzazione concreta di metafore già presentate e inseguite faticosamente.

Certo, restasse un po’ di tempo Antonio e restasse Sandra tra noi, potremmo capire meglio e ci aiuterebbero a trovare questo dire con parole di cioccolata fusa, sulla punta delle dita. Troveremo da soli nella cellula la forza di provare a leggere e vivere i testi a voce alta, ma senza urlare, senza ostentare, senza sprecare parole, senza eccessivi timori o interiormente come regalo e dedica a sé, senza distrazioni di sorta, la lavatrice, i panni da ritirare…? Troveremo il coraggio e la capacità di osare doni e scambi di doni di parole il più possibile di cioccolato fuso? Ci proveremo, di certo ci proveremo…

Grazie Antonio, grazie Sandra, grazie cellula, grazie cellule, grazie Bradbury. Visionari tutti. Visione di realtà altra, diversa, a cominciare dal modo di leggere e quindi di pensare e di parlare. Bella sfida al cambiamento. La vita è movimento, non acqua stagnante, non lettura statica, non pensiero cristallizzato e unico. S’ha da confrontarsi costantemente insieme.
…mi sento responsabile della bellezza del mondo…

Orietta Gasparotto (persona libro di Portogruaro/Cinto Caomaggiore – cellula del Veneto Orientale)

– Suggerito da Paola Stoppoloni (persona libro di Portogruaro/Cinto Caomaggiore – cellula del Veneto Orientale)

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