Erano forse migliori i nostri emigranti?

E’ la domanda che ci lascia in eredità Pino Cacucci, uno degli Autori che le persone libro di L’Aquila hanno scelto e proposto all’attenzione delle altre persone libro, aretine e romane, per costruire insieme quello che Annalisa ama definire un “format” e che Antonio, MatteoLuana, sostenendola, dichiarano: “porteremo in giro per tutta l’Italia”.

Io credo che sia davvero un format, perché presenta tutte le caratteristiche che dovrebbe avere un evento culturale ideato e promosso dalla nostra Accademia dell’immaginazione, ops… scusate, della lettura:

  • è una co-creazione, passo dopo passo: dalla scelta dei testi alla sceneggiatura
  • è un mixer di creatività collaborativa con la scuola di Tango a Quadrettoni, in questo caso, ossia Irene Catana, fino al coinvolgimento in itinere della violinista Elena Floris e del pianista Manolo Di Liberatore… insomma, una catena virtuosa che coinvolge chi lavora sul territorio
  • è un dono di energie, di tempo, di passione da parte di chi propone: CooperAction con il suo Progetto “Entro in Centro”, da parte di chi accoglie: la città stessa, L’Aquila, con la Festa della Perdonanza come scenario e i suoi attori del volontariato culturale, il Bibliobus e la Bibliocasa di Piazza d’Arti, e infine da noi: le persone libro dell’Associazione, in particolare, la neocellula aquilana.

La necessità di documentare (perdonate le inquadrature sghembe per la mia scomodissima posizione ai bordi del palco costretta al triplice ruolo di video-operatore, suggeritore e consulente emotivo) nasce quindi dall’esigenza di testimoniare, come sempre, ciò che viene fatto ma soprattutto di dare corpo a questo desiderio di… continuità.

Che a costruire l’evento “Voci e passi della migrazione” abbiano poi concorso le persone libro veterane di Arezzo e di Roma è solo la comprova che abbiamo messo su una Banda che non finirà mai di stupirci.

Chi vuole mettere il dito qua sotto“? Non è facile. Il desiderio è un animale selvatico. Non va addomesticato perché  la libertà è sempre una scommessa.

Erano le 21.00 del 26 agosto. Faceva freddo – molto. Il pomeriggio addirittura tempesta di vento. Faceva freddo davvero. Eppure,  la gente, la gente aquilana era lì, davanti al palco, obbediente al mio veto iniziale di applaudire (solo uno strappo per un tango e un “bravo” per un testo troppo sentito); gente di tutte le età, gente in ascolto.

E poi c’erano loro, che ai lati del palco provavano i passi del loro essere in coppia, incuranti, a proprio agio. Un lui e una lei, tangheri domestici. Mentre le persone libro, là sopra, sudavano incertezze e amnesie che il violino di Elena trasformava poi in attacchi appassionati per i tacchi di Irene e i tasti di Manolo.

E poi, dopo, c’era tutta la piazza a coppie di ballo. Tanghi-tacchi di donna. Tanghi-pantaloni bianchi maschili. Non avete idea di come fossero seducenti.

Ho cercato di riprendere tutto, perché tutto aveva un posto in questa narrazione.

I testi scelti costruiscono una catena straordinaria perché il mito della partenza e del ritorno ci appartiene davvero, perché andare verso il nulla e avere paura ci appartiene da sempre, perché sperare e restare delusi è vero ogni giorno.

“Erano forse migliori i nostri emigranti?

Non ci saranno risposte valide per tutti e per sempre, solo parole prese in prestito:

  • “Vivere altrove” di Marisa Fenoglio
  • “XXVIII epistola morale a Lucillo” di Seneca
  • “Partire è un po’ morire” di Edmond Haracourt
  • “L’ultimo viaggio di Sinbad” di Erri De Luca
  • “Novecento” di Alessandro Baricco –  traduzione simultanea in abruzzese di Antonio Fiori
  • “Le stelle” di Adonis
  • “Lettera di un giovane che fugge dall’Italia” – testimonianza
  • “Durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me” di Nazim Hikmet
  • “Buenos Aires” di Dino Campana
  • “Dagli Appennini alle Ande” da Cuore di Edmondo De Amicis
  • “In cerca di Ulisse e terra senza ritorno” di Alì Hamad Sa’id
  • “Quando Dio ballava il tango” di Laura Pariani
  • “Io, vittima del CPT -” di Sajjad – testimonianza
  • “Relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti”-  Ottobre 1912.
  • “Il marinaio” di Fernando Pessoa
  • “Diario del ritorno al paese natale” di Aimé Césaire
  • “Le streghe s’arrotano le dentiere” di Luigi Di Ruscio
  • “Camminando. Incontri di un viandante” di Pino Cacucci

Ma quel ballare tutti insieme, davanti alla facciata lunare di San Bernardino,  ricaccia nell’ombra le impalcature di una ricostruzione che altri vogliono che non abbia mai a finirsi. Noi, invece, di costruire non abbiamo mai smesso.

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