La vecchia che sognava l’Oceano

Abbiate pazienza.

La Storia delle persone libro di Donne di carta è una storia a se stante ma è anche la Storia di un’intera associazione, del suo sogno.

Una storia iniziata nell’ottobre del 2008 da 4 donne che il 14 maggio 2009  ereditano, sfacciatamente, la missione impossibile delle persone libro del Proyecto Fahrenheit 451 di Madrid.

Non è stata un’appropriazione indebita quanto il gesto d’integrazione necessario in una filosofia della promozione della lettura che già ci abitava.

Io avevo appena pubblicato un libro – di cui ero anche l’Autrice – proprio sulla lettura (“I luoghi dell’immaginazione: cose da leggere”), che era un compendio di diversi seminari e conversazioni letterarie tenuti in giro e, alla libreria Libermente, avevamo già immaginato percorsi sghembi di oralità, d’interazione tra linguaggi espressivi diversi coinvolgendo soggetti non editoriali: artisti, ballerini, creatrici di moda… in un percorso incrociato tra ciò che era ancora balbuzie associativa e ciò che come casa editrice, appena nata, io progettavo; la libraia suggeriva, la giornalista-poeta s’inventava e l’agente di servizi editoriali convalidava accettando il rischio di cadere giù, tutt’e quattro, dalla fune.

Fare rete era una condizione esistenziale e affettiva: le 4 Madri avevano compreso che solo la circolarità delle competenze e il sostegno reciproco le avrebbe rese resistenti contro il Mercato, l’omologazione delle menti, il piattume sociale e sessista.

Il primo gruppo di soci alla libreria Libermente, Natale 2009

Per imporsi in questo Mondo bisogna saper dire “io”; Donne di carta lanciava una sfida: diceva “NOI”. 

Noi è l’essenza del fare rete. 

E rete abbiamo tentato con i piccoli editori: la bibliodiversità non è uno slogan ma una realtà plurale di fabbricazione sommersa. Non è la quantità che produce ricchezza né nell’offerta né nella lettura. I libri che davvero ci servono sono pochi ma la pluralità ci consente la libertà di scelta: un potere pericoloso, è inutile negarlo,  perché scegliere esige un’educazione, chi non sa cosa vuole (essere) non sa scegliere. Questo è l’esercizio di potere a cui abitua l’immaginazione.

Castel Sant’Angelo – 11 piccoli editori insieme, Estate 2009

Oggi i nostri migliori alleati sono le biblioteche e i lettori. Forse perché in una promozione “etica” della lettura, il libro-merce resta un po’ ai margini ed emerge imperativo il libro-bene culturale, il libro “disponibile sempre” (contrario alla logica delle “novità”), il libro che “hai letto tu” e la cui soggettiva percezione di bellezza pretende la partecipazione. Questione di fiducia non di prezzi bassi.

Questo Blog cerca di non disperdere i materiali (idee e fatti) accumulati nel percorso; disegna quei profili disordinati del cammino che, se si ha la pazienza di osservare un po’ dall’alto e senza aspettative pregiudicanti, rivelano che sono proprio i passi che inventano la strada.

Un Blog ha senso se costruito da tutti gli attori del percorso. Perché difende la pluralità dei punti di vista e delle esperienze. Incomparabili.

L’importante è cercare un tesoro non i “pezzi” che lo compongono.

Con questo BLOG, forse, si evidenzierà gradualmente l’interezza del Progetto associativo: la Carta dei Diritti della lettura, l’Accademia della lettura.

Lo so che molti/e faticano a capire di cosa si tratti (“Accademia!” che Nome pretenzioso) perché vuol dire saper realizzare quanto scritto nella Carta: fare del Mondo un libro da leggere cosa significa? utilizzare più strumenti di indagine e non privilegiare la lettura libraria… come si fa?; credere che il Sapere sia ovunque anche nelle orme di un gabbiano sulla spiaggia o nei passi di una danza è davvero così condivisibile?

L’esordio delle 7 persone libro al Centro sociale di Centocelle

I modi con cui  gli umani costruiscono narrazioni e i mondi con cui le storie fondano identità e appartenenze non esistono solo nei libri. La nostra immaginazione fonda interi quartieri, dà un nome alle stelle, inventa l’atomo, sa riconoscere il saluto di un delfino…

Non è un’Accademia della lettura questo progetto etico ed equicentrico che sogniamo: è una Città dell’Immaginazione.

Le persone libro sono la formula che più ci rappresenta oggi, la più visibile (abbiamo faticato, siamo andate in giro, abbiamo investito perché lo diventassero),  ma sono un’attività che acquista davvero senso se inserita in un contesto più ampio. E questo contesto si chiama: promozione della lettura come la intendiamo noi, come vogliamo che il Parlamento europeo approvi e diffonda tramite la nostra Carta, come cerchiamo di costruire tramite gli eventi, appunto, della nostra Accademia.

Adoro la parola “evento” perché conserva l’atto del venir fuori, della nascita, dell’emersione. Questo credo sia la vita: un’occasione.

Dipende da tutti noi. Da tutti i soci di questa stravagante avventura.  E’ una scommessa, ovvio.

Se riusciamo a rivelare questa splendida umanità che sono i libri quando diventano persone,  perché non sperimentare come la realtà sia un libro infinito da leggere – e da scrivere – fornendo a tutti  più strumenti di accesso?

Facciamo circolare idee, fatti, sperimentazioni, materiali.

L’itineranza è un metodo che rivitalizza perché fa incontrare le idee tramite le persone. Incontri ravvicinati, già.

Riserva naturale Zompo Lo Schioppo – l’itineranza

Noi su Roma abbiamo tentato diverse formule: alcune sono esportabili affinché acquistino un colore fatto di risorse locali, di altre competenze e di idee in più. Soprattutto di persone diverse coinvolte nel Gioco. Ma siamo qui ad accogliere altre proposte: giochiamo insieme? dove…da voi o da noi? e chi chiamiamo?

Abitiamo un Mondo che non inventa, non cerca ma riproduce. La nostra scommessa ha un po’ il sapore di quella leggerezza giocosa con cui è passato nella vita culturale romana il sogno di Renato Nicolini: non esiste una Cultura alta e una cultura popolare,  il gioco circolare dei prestiti si basa sull’economia del dono che fa di una competenza un atto di sperimentazione continua.

Per questo noi siamo gli attori più adatti: noi siamo il volontariato culturale. Nodo dopo nodo, città con città… partendo dal desiderio. L’unico motore di ogni invenzione culturale.

“Facciamo finta che…”. Forza! Questa è la bellezza che è di tutti.

Guai a trasformare le idee in prodotti in scatola: rassicuranti, economici. Seri e tristi.

In un mare… vuoto  non ci sarebbe veliero alla Dickinson per prendere il largo. E io, da vecchia, guardo in faccia l’Oceano.

Sempre in… viaggio – Verso Verbania (Lago Maggiore)

 

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