Una persona libro… uno di voi… uno in mezzo a voi…

30 giugno 2012 Il Battesimo

Ieri ero in giro con degli amici e amiche… Parlavamo con un linguaggio di fogli di carta… Ci siamo fermati di tanto in tanto per dire a chi aveva orecchie e poi voce delle semplici parole, parole lette qua e là dentro dei libri, dimenticando chi eravamo, immedesimandoci nei personaggi, cullavamo tratti di inchiostro come figli, e gli davamo voce…
Chi siamo? Siamo le persone libro.
Chi sono le persone libro? Sono lettori che sottolineano, ricordano e per occasioni speciali imparano.
Cosa imparano? Libri! A volte impegnati, altre semplici, spesso cazzuti…
Cosa vogliamo fare dei nostri pezzi ai quali diamo voce? Semplice, mettiamo curiosità, diamo il la, porgiamo lo spunto a chi poi leggerà…

Il pomeriggio scorreva dolce, pacato, fra casacche e spille…
Alla terza piazza l’apoteosi, scorrevano parole di poesia e pezzi di mostri di un tempo che vive in se stesso…
Ieri ho scoperto che essere una persona libro è essere qualcosa d’immenso, siamo un po’ vermi un po’ leoni, un po’ cielo un po’ terra, siamo questo ma anche quello, i vostri occhi e le vostre mani, sfogliateci e troverete le vostre dimensioni…

Tutto questo grazie alle donne di carta, alla bibliobus, a chi ha fatto sì che in noi si svegliassero occhi, e voce e mani e suoni…

Una persona libro… Uno di voi… Uno in mezzo a voi…

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8 luglio 2012 –  Da soli, sul palco

Un pubblico inconsapevole…
Ogni evento ha il suo tempo “vuoto”, le persone si sistemano, trovano posti, parlottano con il vicino, forse con il/la compagna della giornata trascorsa, attende insomma, attende che l’evento abbia inizio…
A volte capita che accada qualcosa, inaspettato senza un preavviso, fran

Ecco ieri sera attendevano i musicanti, un concerto con chitarre che non sono chitarre, dice che c’è un negozio in India famoso in tutto il mondo per la produzione di questo strumento a corde, me lo ha detto lei, c’è stata e ne è testimone, dicevo, attendevano la musica…
Matteo, napoletano adottato dalla nostra città, è un buon matto, ha visto un opportunità e si ci è lanciato…
Attendevano seduti, erano tanti, sotto il palco, ma ecco, che invece di salire sul palco i musicanti, sono saliti quattro ragazzi, le facce forse dicevano “e mo’ quisti chi so’?”…
Noi eravamo noi, i libri persone… Cellula aquilana delle persone libro, senza dire nulla abbiamo aperto i libri, quelli che abbiamo amato, quelli che abbiamo imparato, sul palco c’erano i libri…

Gli ascoltatori hanno fatto silenzio, galleggiava nell’aria come una bolla di sapone, e le nostre parole di libri, erano vento che lo facevano danzare fra loro, il silenzio…
Ci sono stati applausi, ma loro ignoravano che noi eravamo libri, e quindi abbiamo sorvolato, ci fosse stata Sandra, lei avrebbe detto “non si applaudono i libri”, noi non lo sappiamo dire in quel modo, si, perché c’è un modo per dirlo come lo dice lei…

Finito siamo scesi dal palco, non volevamo una passerella, non l’abbiamo cercata, noi, persone libro…
Ma c’era in qualche modo, non un tappeto rosso, non un passare davanti a chi ha ascoltato una via che ci mettesse in mostra intendo, ma dovevamo pur sparire in qualche modo, andare dove siamo sempre stati dove viviamo, in mezzo a tutto o a nulla o a qualche cosa…

Ed è li in quel momento che le persone, ascoltatori inconsapevoli di libri ci hanno restituito il nostro obiettivo…

Libri, leggevi nei loro volti, ecco dei libri, sono loro uguali a quello poggiato su quello scaffale, letto tempo fa, pagine piene di un mondo che solo nel fruscio, o meglio giro pagina, quell’alito di soffio che muove un nulla d’aria, che sospende l’uomo che cade, un bacio che di là non sai se poi sarà dato, il mare che sta ribaltando la barca, forse, il ceffone del padre che non sai se farà rumore, tanto nel gesto ha già fatto male, la bimba nascosta dentro l’armadio che non sai se quel mugolio è stato sentito, ad ogni giro pagina c’è quella sospensione, anche se a volte, o meglio spesso puoi precedere gli eventi…
Voglio dire, hanno letto anche loro dei libri, e lì nei loro occhi lo vedevi che pensavano a loro, i libri…

(Non parlo del coglione dai capelli bianchi, con la barba bianca, che pure ti conosce, che pure potrebbe lasciarti un sorriso, di quello non parlo, quel coglione non esiste fra le pagine di nessun libro, già, ci sono persone che le trovi nei libri, persone che solo un istante le leggi, lui no è coglione, lo sa anche lui di esserlo… Ops scusate…)

Qualcuno ha chiesto, altri avrebbero voluto…
Ci siamo abbracciati fra noi, orgogliosi dei nostri libri…

Insomma per dirla breve, @Sandra Giuliani, @donne di carta, e tutte le persone libro d’Italia, sareste state/i orgogliose/i di noi…
Le persone libro dell’Aquila.

Un ringraziamento mio personale lo devo a @Bruna Marcantonio, per i suoi occhi… La prima volta che ero al corso…

Antonio Fiori,
persona libro della cellula aquilana di Donne di carta

Nota
Sono due post che Antonio ci ha regalato tramite Facebook ma la loro intensità meritava di trovare posto in questo Blog che è anche suo.

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