Valdagno che legge

VALDAGNO, SABATO 26 MAGGIO 2012 – presso Parco di lettura della Biblioteca Civica di Valdagno (VI).

Il piacere di stare insieme, in allegria, con le PL del Veneto orientale, è da subito.
Non serve tenere accesa la radio in auto, c’è M., che tiene accesa la conversazione.
C’è L., che invece di portare via il foglio con il brano da ripassare, porta via da casa le analisi del sangue del figlio, casualmente sul tavolo.
C’è Mau., che di due brani preparati ne dimentica uno a casa.

Per noi tutti la memoria è… dimenticare a casa le magliette nere del raduno di Empoli, con la scritta “Io sono… una persona libro”.

Arriviamo per tempo alla biblioteca, una bella villa veneta del ‘700, facciamo conoscenza con la simpatica e organizzata, e curiosa, Marta Penzo, bibliotecaria. Ci sistemiamo nel parco della biblio, all’ombra dei tigli, siamo microfonati, di fronte a noi una bella tribuna in legno, un anfiteatro, da una decina di posti, anche di più, e poi altre poltroncine disposte attorno.

Alle 17.30 , ora prevista, non c’era ancora nemmeno una persona per ascoltarci.
Pensiamo di farci una coperta tra noi, ma per fortuna in dieci minuti sono arrivate circa 15 persone.
Con età dalla scuola elementare alla pensione avanzata. Accoppiati e spaiati. Uomini e donne.

Partiamo, faccio la presentazione, che viene come viene, e la concludo dicendo che faremo un dono effimero, ma che credo che nulla sia più duraturo –nella memoria – di un piacere effimero come l’ascolto di un racconto dedicato.

Diciamo i nostri pezzi, ma questo non è il punto. Il bello è che Maurizio e Ornella hanno coinvolto i presenti, e lo scambio dei brani tra noi e il pubblico è stato a ritmo battente; ho avuto l’impressione che non fosse pubblico, ma altre PL che venivano al microfono a dire. E le meravigliose bambine, di scuola elementare, che in coppia vengono al microfono, e una dice subito : “io sono volta la carta di Fabrizio De Andrè”, senza paura, calandosi nell’ “io sono”, mentre la sua amichetta non dice nulla, e invitata da me dice che è lì per fare compagnia e sostenere l’amica che ha detto il brano. Questa l’immagine più bella del pomeriggio.

Questo è per me l’effimero che dura.

Molto bene, passa un’ora, anche abbondante, la gente non schioda, avevano proprio voglia di ascoltare, erano motivati. I presenti. Chissà quanti altri erano in piazza a Valdagno dove mettevano in scena Per un pugno di libri.
Abbiamo detto parecchi brani invogliati soprattutto dall’attenzione dei presenti, che volevano ascoltare ancora storie… qualcuno dovrà fare questo sporco lavoro, no?

Direi quindi che la prima parte del pomeriggio è venuta molto bene.

Era arrivata a Valdagno mia cugina Matilde, curiosa dopo aver visto le PL su youtube e sul sito della tv svizzera. Il suo commento è stato “Sul video è bello, ma l’emozione che date dal vivo, quella è una cosa grande”
Poi con Marta Penzo, andiamo in piazza, davanti al municipio, microfonati anche lì, e seguiti da due – tre persone che erano anche al parco della biblioteca.
Il bar a fianco era affollatissimo, erano circa le sette, ora di aperitivo, rumore di chiacchiera forte.

Praticamente nessun interesse da parte dei passanti, o della gente al bar, che quando dicevo i pezzi cercavo di guardare negli occhi, che però non trovavo. Questa mezz’ora non è stata un gran che, le persone del bar non avevano interesse, non erano motivate, non erano lì per le PL, ma per gli affari loro, e noi eravamo intrusi. Quindi questa seconda parte non bene. Anche se è meglio così che non avere nemmeno la possibilità di far conoscere le PL.

E poi, prima delle otto, a cena. La cena letteraria. Al centro sociale, ora gestito da una cooperativa, che in passato era un centro per anziani. Un po’ di tranquillità. Comincio a essere un po’ stanco, guidare, presentare, dire… Due tavolate, da circa dieci persone ciascuna: la nostra e quella del circolo della lettura di Valdagno. E tra loro una ragazza che avevo visto in biblioteca , e poi in piazza. E poi una coppia di mezza età, che poi sarebbe la mia. E un singolo.

Cena letteraria che doveva essere tale per il fatto che il polpettone di tonno era quello della ricetta raccontata nel libro letto da Sergio (socio lavoratore della coop, e grafico delle magliette che c’erano nelle bancarelle della piazza) durante la cena. Che libro ? che autore ? Boh. Comunque Sellerio editore. A quel punto, con la panza piena, ci siamo detti: e adesso noi, noi siamo i libri.

Anna, Simone, io, alzandoci in piedi, e guardando negli occhi i presenti, abbiamo detto….. beh una quantità notevole di brani. Con delle pause tra uno e l’altro. Erano curiosi e attenti, specie la mezza età , mezza dietro a una colonna, che tiravano il collo per guardarci e sentire meglio. Hanno sentito che gli raccontavamo delle storie nelle quali crediamo.

E il nostro Simone, che racconta che a Milano ha conosciuto una donna che ha lavato i piatti con Thich Nat Hahn, proprio lui, quello che ha scritto Il miracolo della presenza mentale, che è un testo che facciamo a due voci, proprio quello che parla di lavare i piatti per lavare i piatti, e non lavare i piatti per avere i piatti puliti. Questo è stato il best del top.

Sì, questa parte non programmata, i brani a cena, è stato un momento di unione con i presenti. Anche se mi sembrava eccessivo fare il Nanni Moretti e dire: vi amo, voi tutti che siete in questo centro sociale. Eccessivo, ma non falso.

Pier, persona libro del Veneto Orientale

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