“Quel conversar cittadino”

Quando CooperAction ci ha invitato a collaborare, dopo la nostra partecipazione alla Giornata della Poesia (Bibliocasa e centro storico della città), per inventare una cellula di persone libro a L’Aquila, per la prima volta ho sentito che quello che avremmo ricevuto da questa esperienza sarebbe stato più di quello che avremmo saputo dare.

Foto di Alessio Di Carlo – Bibliocasa (L’Aquila-Piazza d’Arti)

Senza togliere valore a nessun’altra occasione ma spesso chi ci ascolta è già un lettore o una lettrice , un abitante dei libri e delle parole, e con noi acquista solo una convinzione in più: che l’oralità e la condivisione siano ambienti da frequentare o da recuperare. Bello. Ma la vita intanto scorre con i propri ritmi naturali, le sue preoccupazioni e le sue trappole – come direbbe Montale.

Qui c’è un’altra dimensione della vita quotidiana, l’orologio si è fermato al terremoto al punto che sembra tutto immobile. Anche le persone.Eppure sono accadute cose che all’apparenza sembravano soluzioni: i container, il progetto case, la New town insomma ma quella vita apparente ha nascosto la verità.

Barbara Spinelli ha scritto un articolo bellissimo senza fingimenti e non c’è una parola, credo, che un aquilano oggi possa sentire di troppo (troppo poco o troppo molto) se mai avesse ancora parole con le quali dirsi.

Ci hanno provato i giovani aquilani in quel Caffè e in Piazza mentre attraverso la scrittura poetica – letta o detta a memoria – dicevano agli altri – come loro – “siamo ancora qui, ci siamo”. Ci hanno provato inventando il Giardino della Poesia con tanti fogli appesi.

Cosa fanno ora? Cosa stanno facendo tutti quei poeti improvvisatori di parole nell’aria? Dove si vedono? Dove s’incontrano? Cosa hanno da raccontarsi?

Foto di Alessio Di Carlo – Il Giardino della Poesia (L’Aquila, centro storico)

I giovani che vengono alla giornata di formazione sono pochi, tutti volontari che gravitano intorno alla Bibliocasa e al Bibliobus. Per lo più. Stanno in circolo sulle sedie di legno in questa stanzetta preparata all’interno della Bibliocasa, attentissimi a cogliere il senso di ogni parola con la quale cerco di comunicare cosa sia fare la persona libro, attentissimi ad ascoltarsi l’uno con l’altra, a mettersi in gioco nel giudizio critico, a cercare nella propria memoria le parole che sono rimaste, a pensare già a quelle che sceglieranno perché non potranno essere casuali.

Sono pochi. Ma sono qui. Difficile la comunicazione nel cratere. Gesti semplici diventano fatica. Uscire è già fatica.

La scommessa è contagiare altri e altre usando le piazze, il bibliobus, le feste paesane per recuperare quel “conversar cittadino” che proprio la New Town ha minato alle radici strappando il tessuto sociale, municipale, espropriando il cittadino del valore più importante: quel vicinato fatto di bottegai, fornai, baristi, librai, portieri, scolaresca che fa rumore, giochi nel cortile, struscio lungo il corso, penzolare del tempo appoggiati ai muri della città, parenti e amici.

Il contatto. L’intimità. Le parole. Per esistere bisogna guardarsi. Questi i cardini del progetto.

Qui, necessità primitive: mancanze, furti. I danni dei cittadini del cratere aquilano. E non per colpa del terremoto.

Ce la faremo? Ce la faremo a ricostruire tramite le parole prese in prestito dai libri il senso disconnesso di identità frammentate e frantumate? Ce la faremo a guardarci tutti e tutte negli occhi raccontando la paura, la delusione, l’amarezza – e perché no – la voglia di rinascere invece di tacere per conservare l’apparenza di una normalità che uccide?

Oggi, mentre scrivo, Bruna sta ascoltando quei pochi, probabilmente nella stessa stanzetta, no: leggo sulla pagina T’Abruzzo di FB, all’aperto.

Avranno imparato una riga o una pagina? Saranno più numerosi o qualcuno avrà già mollato?

Il 12 giugno si ripeterà il rito. Dalle ore 15.00. Il Bibliobus, la Bibliocasa, CooperAction, il Giornale locale stanno facendo promozione: venite, partecipate, diventate persone libro. Poi ci saranno gli eventi pubblici. Il grande varo.

A pochi kilometri, altre persone libro romane hanno condotto la formazione a Pescasseroli. Chissà se qualcuna o qualcuno si sposterà fino a L’Aquila per continuare, per sostenere…

Esserci.

Oggi più che mai, care persone libro di tante città d’Italia, questa formula è un rito di passaggio. Per molti di noi è il tremore di diventare per una manciata di minuti le parole di un libro amato, per gli aquilani è la possibilità di uscire da Sè, di incontrare gli altri, di dirsi.

Cosa fa del nostro progetto un valore sociale? come si misura la sua utilità?

Io credo che dovremmo venire qui. Tutti e tutte. Dovremmo essere qui per ascoltare.

 

NOTE

In data 23 maggio le persone libro di Roma hanno condotto un pomeriggio di formazione sul come diventare una persona libro presso la Bibliocasa di Piazza d’Arti a L’Aquila.  Un estratto di questo pomeriggio potrai ascoltarlo nella trasmissione radiofonica di  Giovedì 7 giugno alle ore 16.15 o alle 22.215 circa su Radio Libriamoci web: http://www.rlwebradio.info/e poi scaricarlo successivamente (Podcast).

Programma

Sabato 30 Giugno, L’Aquila Piazza Duomo, dalla tarda mattinata

Sabato 6 o Domenica 7 Luglio, L’Aquila centro storico, in occasione della manifestazione Stella d’Italia (il link al sito http://camminacammina.wordpress.com/i-fuochi-dellaquila/ dà un’idea del programma della manifestazione e delle tematiche affrontate)

Un giorno tra Giovedì 23 e Giovedì 30 Agosto, a L’Aquila, in occasione della Perdonanza con un intervento mirato sul tema “emigrazione e tango” con la partecipazione – speriamo – di Eliana Montanari (Scuola di Tango Argentino – Roma).

 

  Dalla raccolta fondi del 5 x1000 realizzata da CooperAction Onlus a seguito del catastrofico terremoto del 2009, ecco il primo progetto finanziato dall’associazione in partenariato con il comune de L’Aquila. Il video è un elogio alla bellissima giornata del 28 aprile 2012 a L’Aquila, iniziata alla fontana luminosa fino al nuovo parco giochi di San Bernardino. Video realizzato da Edoardo Marino.

6 giugno 2012

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