Non restiamo in silenzio

Arezzo, 12 aprile

Questa iniziativa ci premeva. La sentivamo tutte come speciale e necessaria. O meglio, urgente e doverosa. E infatti c’eravamo tutte e tutte ci siamo impegnate nella ricerca di brani adatti, significativi, ricercando dentro di noi parole, racconti, situazioni, suggestioni che ci avevano colpite nel passato e che nel presente ci tornavano alla memoria.

Siamo state accolte nello spazio di Feltrinelli Point: librai e libraia (Elena) impagabili/e. Le Librerie le fanno  i librai e le libraie con la loro accoglienza e la loro disponibilità, con la capacità di vedere oltre il libro, come oggetto da vendere.

Piano piano lo spazio, che avevamo allestito con foglietti scritti e appesi con le mollette, si è gremito; chi poteva sedersi si è seduta….. altrimenti, posti in piedi! Parlo al femminile, perché come sempre tante tante donne, come sempre su questi temi……E gli uomini? La violenza non li riguarda? Si sentono immuni? Ne hanno timore? Domande a cui prima o poi una risposta dovranno almeno cercarla dentro e fuori di sé.

Cominciamo con il ricordo di una grande donna Miriam Mafai, punto di riferimento come donna, come politica, come giornalista, affidato alla voce della nostra giovane, attiva e impagabile Ilaria.

Avevamo costruito una scaletta di brani che affrontassero l’ampio spettro delle tematiche connesse alla violenza, precedute da riflessioni del gruppo di Controparola, di Adriano Sofri, di Stefano Ciccone e poi abbiamo spaziato con brani letterari classici, moderni e contemporanei, poesie, il testo di una canzone. Grande silenzio e grande emozione anche nostra. Non restiamo in silenzio significa soprattutto non restiamo indifferenti.

Proprio ieri, qui in Toscana, nella civilissima Toscana, un altro signore (?), uomo (?), marito (?) – come chiamarlo? non è possibile catalogarlo in nessuna di queste definizioni, e quindi lo chiamo assassino, Punto. – ha tentato di uccidere la moglie di fronte alla  figlia sedicenne , rimasta ferita e terrorizzata, e per sempre segnata. E di nuovo la stampa ha equiparato i destini dei due, anzi dei tre in questo caso, parlando di dramma della gelosia, di tragedia familiare, eccetera eccetera…..

Come dice Lidia Castellani ne Il corpo non sbaglia “…… neanche una parola per distinguere chi ha ucciso perché voleva morire da chi è stato ucciso perché voleva vivere”.

Abbiamo voluto concludere con alcuni passi che possano indicare una strada nuova e di speranza che per le donne, per tante donne un’altra vita è possibile e che, se sarà possibile, sarà migliore per tutti.

“Le donne cercando e affermando se stesse portano in dono la libertà anche agli uomini” (Irene Bernardini).
Insomma, come già sapevamo, ci tocca fare tutto e, ricordando Miriam Mafai, «nessuno ci ha regalato niente».

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. Irene Bernardini ha detto:

    Grazie grazie e poi ancora grazie. Quello che fate è prezioso! Quel cartellino rosso e soprattutto le mollette mi hanno commosso. irene bernardini

    Mi piace

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