Un Ponte contro ogni violenza

Lei è una falegnama, tedesca, che vive da anni in Italia, un po’ in Brasile e moltissimo nella Casa internazionale delle donne. Ogni tanto viene ad ascoltare le persone libro di Roma che si riuniscono il Martedì, dalle ore 18.00, nei locali di Spazio Incontro, proprio sotto il porticato davanti al giardino. E’ venuta per esempio a sentire cosa avevamo scelto come brani per presentare il libro “101 storie di cani che non ti hanno mai raccontato” scritto a quattro mani da Monica Cirinnà e Lilli Garrone. E in quell’occasione ci ha regalato alcune frasi in tema che conservava nel suo portatile, da cui non si separa mai.

Christina, questo è il suo nome, mi mette in mano un giorno di marzo un cartellone: STOP AL FEMMINICIDIO e mi coinvolge nel flash mob sul Ponte Mazzini, il ponte da cui un uomo ha gettato il figlio nel Tevere per vendicarsi della “sua” donna che voleva allontanarsi, la stessa che intanto era ricoverata per le percosse subite.

Proprio oggi, forse, il corpo del bambino, Claudio è il suo nome, forse, è arrivato a Fiumicino. Il Tevere a Roma conserva a lungo il dolore.

Su quel Ponte, un orsacchiotto di peluche, una lunga lettera, biglietti con calligrafie enormi, infantili, e tanti tanti fiori.

Ogni Lunedì su Ponte Mazzini si rinnova l’appuntamento del Flash Mob: cambiano le donne presenti ma nessuna diserta. Nonostante le volanti della Polizia che osservano, registrano le generalità (anche la mia) e domandano: ma perché state qui?

Flash Mob del Lunedì- Ponte Mazzini-Lungotevere (Roma)

Intanto il Bollettino di Guerra continua: 48 le donne uccise dall’inizio del 2012. Carla, dell’UDI di Monteverde, mi precisa che sono circa 90 le donne quasi uccise.

E questa matematica dell’orrore è una goccia all’interno di quel volume totale: le donne che nel corso della loro vita subiscono violenza sono 6 milioni 743 mila. Hanno età comprese tra i 16 e i 70 anni. Gli autori per il 70% sono proprio i partner.

Bisognerebbe stare tutti e tutte in silenzio.  Portare tutti e tutte il segno del lutto sul braccio. Ma non serve il silenzio. Non alle donne.

GIOVEDI 12 aprile alle ore 18.30  le persone libro di Roma saranno su quel PONTE.

In contemporanea le persone libro di Arezzo e di Firenze si raduneranno in piazza o in libreria. Non è un evento letterario è un atto di protesta. Civile. Per questo, di città in città, nei posti di lavoro CHIEDIAMO A TUTTI E A TUTTE di fare anche solo un gesto simbolico: alle ore 18.30 in punto rispettiamo cinque minuti di silenzio.

Poi qualcuna dirà… Saranno voci dei libri, saranno voci – testimonianze e chiunque potrà intervenire come e con cosa vorrà. Non c’è parola che non nasca dalla vita e che nella vita poi rientri come pietra o come porta aperta. Le parole per dirci restituiscono dignità alle persone. Non c’è più tempo per deleghe. Nè per contraffazioni d’amore.

Questo è  un Paese che ancora una volta non è all’altezza delle sue donne.

Flash Mob nazionale 12 aprile 2012
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