Un tributo d’amore… condiviso

“Perché le persone-libro si mettono ad imparare libri a memoria? E perché organizzano momenti in cui “dicono” ad altri le pagine che hanno memorizzato?

Con queste domande in testa ho camminato per gli spazi della Biblioteca delle Oblate alla ricerca della saletta dove si sarebbe svolta l’iniziativa.
Lì una decina di persone-libro, con molta semplicità e immediatezza, per un’ora circa ha proposto pagine di libri imparate a memoria; ho immaginato che fossero pagine a loro care, che avevano smosso qualcosa nel loro intimo nel momento in cui le avevano lette per la prima volta, che erano risuonate in qualche angolo del loro vissuto emotivo e che per questo si sono guadagnate un posto privilegiato nella loro personale classifica delle pagine più amate.

Ho così meditato su come queste persone stessero in realtà mettendo in gioco se stesse. Non si tratta soltanto di imparare libri a memoria per poi ridirli ad altri, si tratta anche di un tributo d’amore a chi con queste parole ci ha emozionato, commosso e forse anche turbato, e al modo in cui queste emozioni ci sono state trasmesse, cioè attraverso la parola scritta, che ha un suo specifico, singolarissimo e insostituibile potere comunicativo.

Un tributo d’amore all’atto della lettura, un atto intimo e discreto, un tributo d’amore all’atto della scrittura, che può essere sì un momento di gioiosa espressione di sé ma anche di faticosa confessione, un tributo d’amore all’intelligenza umana che con la scrittura e con la lettura ha storicamente scelto di erigere i pilastri portanti del proprio progresso intellettuale e di civiltà.

>Ho immaginato il tempo che le persone-libro hanno impiegato per imparare i loro brani, sicuramente c’è chi ha più facilità e impara in fretta, chi invece ha bisogno di più tempo, le ho viste alle prese con le loro tecniche di memorizzazione, e ho provato un sentimento di grande riconoscenza per il loro impegno apparentemente così gratuito e invece così profondamente motivato: motivato a far si che le persone continuino a pensare, a emozionarsi, a stare insieme nel nome delle parole scritte, lette e anche dette, insomma, a credere nella magia dei libri e nel potere dell’intelligenza creativa.”

Grazie.

Dal Blog Bevendo caffè. Libri e chiacchiere davanti a una tazzina… di Cristina Preti, autrice di “La donna che morì bevendo caffé” (Eclissi Editrice)

La donna che morì bevendo caffè - Copertina

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