Il futuro alle spalle

L’aspetto più intrigante di questa ricerca di materiali sparsi per costruire un archivio di Donne di carta è il suo trasformarsi in una pesca miracolosa.Vengono su pezzi di repertorio che rivelano quanto radicato e profondo sia il senso del viaggio che stiamo facendo e di quanto siano in realtà “previsti” gli incontri.

A volte ciò che ci sembra un’idea nuova è solo il riemergere di un già fatto che è rimasto lì, sommerso da altre cose più urgenti, ma che ha preparato il terreno.

A risentire questo estratto della Presentazione del libro I Luoghi dell’immaginazione: cose da leggere di Sandra Giuliani, risalente appena a un mese prima dell’avvento di Antonio Rodriguez Menendez, vengono i brividi: parole che sono una profezia e che vengono da lontano perché quel libro è la trascrizione di uno stage sul piacere di leggere fatto un anno prima ( e di tanti altri piccoli seminari spersi nel tempo) e riproposto in veste di Conversazione proprio nella libreria.

In quelle parole non solo c’è l’attesa dell’oralità e del cantastorie, che da lì a meno di un mese sarebbe arrivato, c’è già tutta la vastità visionaria della Carta dei Diritti della Lettura.

E montare questo audio a commento delle prime sperimentazioni che la casa editrice Il Caso e il Vento un po’ faceva di suo e un po’ proponeva come forma di sodalizio alla libraia di Libermente e, poi, come piattaforma per scrivere lo Statuto dell’Associazione, produce davvero una scintilla.

Cè in queste “prove”  tutto il senso dell’Accademia della Lettura: i territori da esplorare a cui invita, i linguaggi differenti che aspira a far interagire. E, soprattutto, c’è la forza trasgressiva di un fare cultura che non riconosce né recinti né garanti: essere in prima persona, tutti e tutte, a raccontare, nel “chi siamo”, tutto ciò che potremmo  davvero essere.

Liberi di leggere. Liberi di fare. Liberi e basta.

Archeologia negli eventi e Profezia nelle parole – dall’inverno 2007 all’estate del 2009

Sintesi dell’evento “Polifonie” con le sue parole al buio e i collages polimaterici – estate del 2009

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2 thoughts on “Il futuro alle spalle

  1. ci sono gli anni della mia vera formazione professionale in questo blog…si lo so, faccio come lucy nelle strisce di linus riferendo tutto a me, ma credo che nessuna esperienza fino a questo momento sia stata una vera esperienza di crescita condivisa come sono state liber.mente e donne di carta. e probabilmente quando ho aperto liber.mente era l’accademia che avevo in mente…peccato che liber.mente non ci sia più proprio adesso che c’è l’accademia…ma chissà…

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    • La Arendt, a cui ho rubato il Titolo, nel suo saggio dice una cosa bellissima che ci riguarda da vicino: i paria sono coloro che hanno scelto di restare ai margini, fuori dal circuito, per restare indipendenti. Una scelta che li porta a crescere la propria diversità come una forma di intelligenza. Bene, io esagero lo sai: quindi aggiungo. Come una forma di onnipotenza, perché l’immaginazione è il regno del tutto è possibile e la realtà solo uno dei territori dove ac-cadono i sogni.

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