Leggere è… partecipazione

Se trasformare la lettura da pratica silenziosa e solitaria in comunicazione orale e relazione pubblica è già un azzardo, coinvolgere le persone che ascoltano nel dire ciò che conservano gelosamente nella propria memoria fa di questi eventi itineranti il rinnovo di una ritualità antica.

E’ commovente scoprire quante e quali parole chi legge custodisca dentro di sè. O, più semplicemente, quali siano i libri amati davvero.

Nessuna statistica dice davvero la verità. Su cosa si legge, su cosa si ricorda, su cosa si ama.

“Quand’eravamo piccoli lettori e piccole lettrici, i libri contenevano una promessa di eventi che ancora non facevano parte della nostra esperienza fattuale e che attraverso i libri un po’ iniziavamo a conoscere, un po’ credevamo di vivere al punto che quando gli eventi veri accadevano restava in senso di dejà vu sorprendente.

Lettori/Lettrici adulti abbiamo dimenticato il piacere elementare del patto di lettura: il senso di iniziazione che si porta dentro.

Accade che a un certo punto le nostre letture siano condizionate da quello che noi vogliamo trovare. Non siamo più aperti/e all’ascolto, non siamo più innocenti. Vogliamo trovare quello che ci serve, non siamo più disponibili a sederci intorno a un fuoco e a dire: “su, racconta!”.

La magia vera della lettura si basa non sul contenuto della storia ma su quella relazione tra narratore e ascoltatori… E’ quella relazione che si chiama desiderio.”

[“I luoghi dell’immaginazione: cose da leggere” di Sandra Giuliani]

Dal pubblico, Casa internazionale delle donne, settembre 2009 (Roma)

Dal pubblico, Castelsant’Angelo, luglio 2010 (Roma)

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