Atti dell’Accademia

Non presentazioni editoriali fini a se stesse ossia all’acquisto di un libro edito da una casa editrice  ma pretesti per fare di ogni evento un atto di in-formazione che si traduca nella messa in scena di più linguaggi e nella costruzione di un discorso più ampio che faccia conoscere aspetti culturali che per ragioni diverse non trovano le “parole per dirsi“.

Un esempio: utilizzare il libro come La vendetta della Sepolta viva di Rosaspina di Belvedere per costruire un recupero del non detto: il valore storico e letterario della Letteratura d’Appendice, pagine-bottega per i grandi Nomi della Letteratura e pagine su cui si è sperimentata e diffusa l’unificazione linguistica.

Un esempio: costruire intorno alla Campagna “Calpesta la guerra” (CooperAction onlus) una mostra di tappeti afgani che diventa un libro ma anche una messa in visibilità della realtà culturale di quel popolo e delle sue azioni di resistenza locale.

tappeti afgani- Calpesta la Guerra
Calpesta la guerra – tappeti afgani

Un altro esempio: comporre con le persone libro un laboratorio di scrittura creativa che sia soprattutto una riflessione a voce alta del modo di costruire una storia imparando, tramite l’arte dell’ascolto, che ciò che rende ogni parola un fatto da non dimenticare… è lo Stile.

Un progetto itinerante che per ora portiamo nelle Biblioteche ma che aspiriamo diventi una sperimentazione in ambito scolastico.

Prima tappa: Biblioteca Elsa Morante, Ostia.

Laboratorio di scrittura creativa con le persone libro
Laboratorio di scrittura creativa con le persone libro

Programma (da ritenere valido per ogni possibile tappa)

Mettere insieme… le parole

Scrivere è un misto di arte e di regole: immaginazione e competenza.
L’immaginazione è quella parte inconscia che contiene la storia archetipica di noi stessi, una narrazione che personalizza elementi universali; il tempo dei sogni a occhi aperti che rielabora la realtà e trasforma il vissuto in ricordi, ossia in  storie.
Il lavoro della scrittura si costruisce partendo da se stessi, dal far emergere la doppia personalità che siamo, dall’imparare a guardarci con un occhio esterno.

La competenza chiama in causa la parte razionale, che deve imparare a organizzare il flusso dell’immaginazione senza censura , a togliere l’eccesso e il superfluo, esercitando attenzione ai punti di forza (ciò che è originale perché ci appartiene) e ai punti di debolezza (ciò che è convenzionale e indotto), riconoscendo nei testi degli altri i modelli da imitare (ciò che ci somiglia, ci commuove, ci piace) per trovare il timbro personale che diventerà l’orma sulla neve (la pagina bianca) che lascerà il nostro personaggio.

Immaginazione e competenza si allenano. Allenarsi è un lavoro. È tempo dedicato. È fare.
I corsi di scrittura creativa di norma forniscono regole rivolgendosi  alla parte razionale di noi stessi  trascurando l’immaginazione perché presuppongono che ciascuno di noi sappia già accogliere la libertà di movimento del proprio inconscio, sia già pronto ad ascoltarsi.

E così gli aspiranti scrittori restano soli davanti alla pagina bianca delle proprie paure e affondano nella neve.
Questa libertà interna, che si traduce poi nella libertà esterna di “mettere insieme delle parole”, si conquista (si allena e si apprende).
Il nostro corso ha un unico obiettivo: darci l’autorizzazione.

Si parte da un atto semplice: ascoltare
Le persone libro diranno a memoria alcuni brani che amano.
E tramite l’arte maieutica delle domande trasformeremo l’ascolto passivo in attenzione critica per:

  • riconoscere i piani prospettici: azione principale e sfondo
  • muoverci dai dettagli all’insieme
  • spostare i punti di vista
  • individuare un personaggio

Costruiremo così una prima competenza: capire quale tipo di scrittura ci abita dentro: risonanza di temi, di emozioni, di stile.
Faremo emergere, silenziosamente, quel “non detto” che ci appartiene, che solo noi “vediamo” e a trattare noi stessi dall’esterno.

Poi riascolteremo i brani per far emergere una competenza più complessa:

  • intuire la storia  (cosa è accaduto prima e cosa potrebbe accadere, e a chi)
  • percepire peso e funzione delle parole
  • riconoscere il ritmo della sintassi
  • distinguere narrazione da descrizione, azione da stasi

E cercheremo di capire insieme come sia cambiata l’attenzione al testo: allarmata, curiosa, bloccata, distratta.
Alla fine, un compito preciso da svolgere a casa: imitare ciò che avete intuito appartenervi davvero scrivendo un racconto di 4.000 parole che ci invierete.

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